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San Giuseppe Jato, scoperta una baby gang che rubava a scuola

Sono accusati di essersi introdotti a scuola e aver rubato computer ed attrezzature. Nei guai è finita una presunta baby gang composta da un diciottenne e 4 minorenni. A pizzicarli nei giorni scorsi sono stati i carabinieri della locale stazione dopo la denuncia per furti presentata dalla dirigenza dell’Istituto scolastico comprensivo “Riccobono”. Per il diciottenne e per due minorenni, di 15 e 16 anni, è scattata la segnalazione per furto. Gli altri due componenti delle banda hanno invece meno di 14 anni e non sono imputabili. Il maggiorenne dovrà comparire davanti all’autorità giudiziaria ordinaria. Per i due minori la competenza è invece del Tribunale per i Minorenni.

Nel mirino dei giovani ladri sono finiti il plesso centrale della scuola media “Riccobono”, in contrada Mortilli, e il plesso “Mattarella” in via Vittorio Emanuele III. Durante i raid notturni gli edifici sono stati anche vandalizzati con scritte oscene. I furti e i danni sembra siano avvenuti, a più riprese, tra il 18 ed 26 luglio.  Il personale scolastico ha –infatti- scoperto le effrazioni al rientro dalle ferie. Prima nel plesso centrale e dopo nella succursale, che era rimasta chiusa per tre settimane.

Dopo la denuncia della scuola, i carabinieri hanno avviato le indagini e gli appostamenti all’interno e all’esterno degli edifici scolastici. Durante uno di questo, hanno sorpreso parte della banda, che in piena notte armeggiava tra uffici e classi, mentre gli altri facevano da palo all’esterno.

 Le attrezzature mancanti sono: 13 computer portatili, otto dei quali però già dismessi perché non funzionati; 2 videoproiettori; 4 casse acustiche; due altoparlanti con mixer; una tastiera e diversi cavetti.     

Nel giro di poche ore, i militari sono però riusciti a ritrovare buona parte della refurtiva sottratta, che è già stata riconsegnata alla scuola. Mancano ancora due computer nuovi, mentre uno è stato irreparabilmente danneggiato dai ladri. A rendere noto l’accaduto è stata la dirigente scolastica Daniela Rizzuto: “A nome di tutta la comunità scolastica, che è stata offesa e mortificata dai fatti avvenuti, esprimo la mia profonda amarezza per quanto successo. I furti e gli atti di vandalismo commessi costituiscono una ferita che coinvolge non solo la scuola, ma tutta la comunità jatina, e che fa riflettere sul valore, importantissimo, dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni”.

Sull’identità dei presunti ladri c’è ovviamente il massimo riserbo, ma è forte il sospetto che tra questi possano esserci anche ex allievi. “La scuola deve formare cittadini attivi e responsabili – commenta la preside-, arginando con il suo stesso ruolo tali fallimenti. Per questo auspico che i responsabili possano comprendere pienamente la gravità di quanto accaduto e adoperarsi attivamente per riparare l’enorme danno cagionato alla scuola”. Bisognerà –infatti- rimediare agli atti vandalici commessi durante le incursioni. Buona parte delle attrezzature tornerà invece a disposizioni degli alunni. “Ringrazio il comandante dei carabinieri e tutta la stazione di San Giuseppe Jato – ci tiene a sottolineare la dirigente scolastica – per aver prontamente preso in carico la situazione, consentendoci di poter rientrare in possesso di molta parte della refurtiva. Per riparare i danni strutturali dei plessi ci siamo rivolti al Comune”. 

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