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San Giuseppe Jato, incendi e cenere da Portella delle Ginestre a Poggio San Francesco

La macchia nera che si estende dalla riserva della Pizzuta fino a Poggio San Francesco, passando per Portella della Ginestra, è una ferita al cuore. Ma è anche un oltraggio alla memoria delle vittime della strage del 1° maggio 1947. All’indomani del vasto incendio, che ha colpito i territori compresi tra Monreale, Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato, è già stato indetto un sit-in. L’obiettivo è “dire no ai piromani e criminali e portare avanti una mobilitazione in difesa della memoria e dell’ambiente”. Ad organizzare l’incontro, che si terrà oggi pomeriggio alle 18 a Portella della Ginestra, è la Flai Cgil insieme alle Camere del Lavoro di Palermo e Piana degli Albanesi. “Andremo a Portella, luogo simbolo della memoria e delle lotte contadine, per protestare contro chi devasta il territorio e contro il disinteresse della politica – scrivono in una nota il segretario generale Flai Cgil Palermo Dario Fazzese, il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il responsabile della Camera del Lavoro di Piana Vito Ciulla –. C’è tanta rabbia, perché mentre la Regione sta per licenziare i lavoratori, i boschi continuano a bruciare per il malgoverno e l’incuria”. Davanti il Memoriale, c’è Francesco Petrotta dell’associazione “Portella della Ginestra”: I sassi non sono stati danneggiati – ci dice -. Ma purtroppo sono andate in fumo le piante di ginestra che la nostra associazione aveva piantumato dieci anni fa, su suggerimento dell’artista Ettore de Conciliis. Una parte di responsabilità – si rammarica Petrotta –  ricade anche su di noi per non aver saputo garantire un’adeguata manutenzione del sito e sul Servizio regionale antincendio che non è riuscito ad impedire che il fuoco raggiungesse il Memoriale”. Tra giovedì e venerdì vigili del fuoco, forestali e protezione civile hanno lavorato tutta la notte per spegnere gli incendi divampati tra Ginestra, Strasatto, Riserva della Pizzuta, Kaggio, Monte Pagnocco e Bosco Cerasa. Di giorno sono entrati in azione anche due Canadair ed un elicottero per spegnere il cerchio di fuoco che ha incenerito campi e boschi nell’area dell’Alto Belìce. Le fiamme, dopo aver devastato l’area boschiva delle Serre del Frassino e della Riserva della Pizzuta, hanno raggiunto il bosco di Poggio San Francesco e Portella della Paglia, nel versante monrealese. Gli incendi hanno minacciato diverse abitazioni nelle contrade Ginestra, Casalotto, Drinja, Fushia, Lectani e Saravulli. Il sindaco di Piana degli Albanesi, Rosario Petta, ha dovuto emettere due ordini di evacuazione per i residenti delle abitazioni in prossimità del monte Pizzuta e di contrada Casalotto. E’ stato inoltre necessario evacuare i pazienti di una Rsa e i migranti del Cas “San Giorgio Residence”. “Gli incendi sono stati appiccati contemporaneamente in diversi punti”, denuncia il sindaco Petta. Che parla di “organizzazioni criminali”. Sembra che le prime fiamme siano partite al confine tra le contrade Traversa e Ginestra, a San Giuseppe Jato, per poi raggiungere la Sp34, all’incrocio con la bretella della Palermo-Sciacca. Una zona interessata dal fenomeno delle discariche abusive. Di qui le fiamme sono risalite verso Portella della Ginestra. Dove è stato necessario far evacuare gli ospiti dell’agriturismo gestito dalla cooperativa Placido Rizzotto – Libera Terra. “Siamo dovuti scappare – racconta Emilio Gelsomino, uno dei gestori -, dirottando gli ospiti svizzeri in un agriturismo di Corleone”. Durante le operazioni di spegnimento di giovedì, il cestello di un elicottero ha –inoltre- tranciato un cavo della luce. La corrente elettrica è stata ripristinata ieri. Danni anche alle linee telefoniche. “Sta andando in fumo l’economia di un territorio – scrive in una nota la Cgil – e vanno in fumo anni di lavoro svolto dai forestali e le tante risorse regionali e comunitarie investite per infoltire i boschi e la vegetazione del territorio. Quest’ennesimo disastro conferma come sia necessario un piano di riforma del settore della forestazione”.  Gli incendi, che hanno interessato anche il territorio di Monreale e Altofonte, hanno provocato una pioggia di cenere su Palermo. Che da giovedì è alle prese con la fuliggine che ha ricoperto auto in sosta e balconi. Un incendio è divampato anche a Petralia nella zona della miniera. Fiamme anche a Misilmeri nella zona del Castello dell’Emiro. E rimane alta l’attenzione anche nei prossimi giorni: il Dipartimento regionale di Protezione civile ha diramato un avviso di allerta rossa per rischio incendi e per ondata di calore di livello 3, il massimo, per le giornate di oggi e domani. Le temperature percepite arriveranno fino a 39 gradi. L’allerta per rischio incendi proseguirà fino al 6 agosto in tutta l’Isola.

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