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Partinico- operazione Gordio: la mafia si opponeva ad investimenti di imprenditori estranei

Ai partinicesi Michele Vitale e Salvatore Leggio, finiti in manette nel blitz antimafia che lunedì scorso ha portato in carcere 81 persone, viene contestata anche l’accusa di estorsione. Secondo la Procura,  i due cognati cercavano di imporre la propria leadership mafiosa alle attività commerciali di nuovo insediamento attraverso condotte estorsive, soprattutto se gli investimenti arrivavano da imprenditori che non erano del luogo. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire uno specifico episodio grazie alla denuncia di un imprenditore partinicese e di due alcamesi che avrebbero subito pressioni da Vitale e Leggio. Secondo le accuse, i due mafiosi, avrebbero ammonito gli imprenditori su possibili conseguenze arrecate dall’apertura di un nuovo negozio di casalinghi senza il loro consenso. I due alcamesi sarebbero stati interessati ad affittare un locale  da 6 mila euro al mese a Partinico per avviare l’attività commerciale, ma il proprietario dell’immobile sarebbe stato avvertito da Vitale e Leggio di non prendere in considerazione la richiesta di affitto proveniente dagli alcamesi perché il loro business avrebbe danneggiato la concorrenza locale.   Quando  il proprietario dello stabile rispose loro di essere in società con gli alcamesi, questi lo avrebbero autorizzato ad aprire il negozio senza gli alcamesi e solo se disposto a pagare loro il pizzo.   L’imprenditore, però non si sarebbe rivolto autonomamente alle forze dell’ordine, avrebbe denunciato tutto solo dopo essere stato convocato in caserma. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Partinico permisero poi di individuare chi avrebbe chiesto a Vitale e Leggio di impedire l’apertura di quell’atttività, ovvero un ex socio dei due imprenditori alcamesi con cui in passato si sarebbe scontrato. I due mafiosi, quindi, intervennero per proteggerlo e garantirlo. Il negozio di casalinghi venne comunque avviato  e Leggio e Vitale avrebbero monitorato l’apertura per mettere in atto delle ritorsioni.

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