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Carini, dolore e riflessione ai funerali del piccolo Gabriele

Carini ha dato l’ultimo saluto a Gabriele Conigliaro, il 12enne che ha perso tragicamente la vita al parco urbano Croce Sofia.

Un lungo corteo di bambini ha preceduto il feretro partito dall’abitazione di via Tosco per raggiungere la Chiesa Maria Santissima del Rosario dove l’Arciprete don Giacomo Sgroi ha celebrato le esequie.

“Gabriele vive” è la scritta impressa sotto la foto del bambino che è stata stampata sulle t-shirt bianche indossate dai compagnetti del piccolo finito sotto la porta del campo di calcetto su cui si era appeso, per emulare i grandi portieri, mentre giocava a pallone con gli amici.

Una rete che, secondo gli investigatori, non sarebbe stata adeguatamente fissata al terreno, ragion per cui la Procura della Repubblica di Palermo ha aperto un’inchiesta.

“Questa triste esperienza ci insegni a rendere più sicuri i nostri luoghi di aggregazione e a custodire sempre meglio i nostri bambini – ha detto durante l’omelia con la voce rotta dall’emozione l’Arciprete Don Giacomo Sgroi – tutti siamo custodi e responsabili della vita dei piccoli, a tutti i livelli, e tutti abbiamo il delicato compito e la responsabilità della salvaguardia di persone e di cose perché tragedie di questo tipo non si ripetano più. Siamo tutti i responsabili: famiglie, chiesa, istituzioni, ciascuno di noi”.

Parole forti arrivate come macigni alle centinaia di persone che hanno affollato la chiesa per prendere parte ai funerali di Gabriele, mentre un’altra fiumana di gente è rimasta fuori ad attendere la fine della celebrazione.

Parole pronunciate probabilmente per mettere a tacere i sentimenti di odio e livore manifestati nelle ultime ore sui social nel tentativo di far comprendere che nessun capro espiatorio potrà più restituire Gabriele alla sua famiglia.

Persino il fratello della vittima, Daniele Conigliaro, con un post pubblicato su Facebook si è ritrovato costretto a dissociarsi, a nome dell’intera famiglia di Gabriele, “da qualsiasi intervento diffamatorio rivolto nei confronti dell’amministrazione comunale o di altri enti” in questi due giorni per la tragedia che li ha colpiti. “Vogliamo vivere il funerale di nostro fratello come un momento di saluto – ha concluso taggando il sindaco Giovi Monteleone e lo stesso comune di Carini- in pace e serenità”.

“La morte del piccolo Gabriele – ha proseguito don Giacomo – che come un ladro lo ha rubato all’affetto dei suoi genitori, ci ha lasciato senza parole. Forse il silenzio sarebbe il miglior interprete delle emozioni e dei dolori che stiamo vivendo. Ma se le parole degli uomini si frantumano in fredde sillabe prive di vigore, o a volte si scagliano come macigni creando ancora più dolore, la Parola di Dio e la fede in Lui, hanno il potere di alleggerire il peso di ogni immenso tormento e di illuminare di speranza anche il mistero di questa morte assurda. Noi cristiani di fronte alla morte del piccolo Gabriele – ha concluso Don Giacomo – dobbiamo alzare lo sguardo, pieno di fede e di speranza, verso nostro Padre Dio che dona la vita eterna”.

Al termine delle esequie, l’uscita dalla Chiesa del feretro è stata scandita dalle note di “E’ per te” di Eros Ramazzotti. Un lungo applauso della gente in lacrime ha accompagnato il lancio dei palloncini bianchi a forma di cuore, saliti su verso il cielo, mentre i bambini continuavano a ripetere il suo nome.

I genitori di Gabriele, Rosalia e Francesco Conigliaro e i tre fratelli Alessandro, Daniele e Salvatore, non riuscivano a staccarsi dal feretro.

Nei loro occhi dolore, disperazione e sentimenti lontanissimi dalla rassegnazione.

Un servizio molto più dettagliato e completo sui funerali di Gabriele Conigliaro verra trasmesso nel tg di lunedì 12 luglio alle 14,10.

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