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Tragedia Nuova Iside, giovedì 13 maggio messa in suffragio delle vittime

Una messa all’aperto, alla presenza di autorità civili e militari, sarà celebrata giovedì 13 maggio da Don Davide Rasa, in piazza Scalo, in ricordo di Matteo, Vito e Giuseppe Lo Iacono, i tre marinai di Terrasini che un anno fa persero la vita a seguito dell’affondamento del motopesca Nuova Iside, al largo di San Vito Lo Capo. La messa in suffragio delle vittime della tragedia in mare è stata voluta dalle famiglie delle vittime, attualmente in lotta per ottenere verità e giustizia su ciò che accadde quella terribile notte in cui i propri congiunti persero la vita. Sull’affondamento del motopesca Nuova Iside c’è un’inchiesta in corso avviata dalla Procura della Repubblica di Palermo che, vede attualmente in carcere il comandante della petroliera Vulcanello Gioacchino Costagliola,  il terzo ufficiale di coperta Giuseppe Caratozzolo e il timoniere romeno Mihai Jorascu che in un primo momento si era reso irreperibile. Tutti  si trovano i rinchiusi nei penitenziari di Poggioreale e Locri. Indagato, inoltre,    l’armatore Raffaele Brullo della società Augusta 2, recentemente liberato dagli arresti domiciliari in cui era incappato per la stessa vicenda.  Secondo l’inchiesta portata avanti dal Sostituto Procuratore Ennio Petrigni e dall’Aggiunto Vincenzo Amico contro gli indagati, la sera del 12 maggio dello scorso anno “per 24 lunghissimi minuti,  sulla plancia del bastimento, in rotta con il pilota automatico  e in modalità diurna, il monitor del radar ha continuato a segnalare la presenza del motopesca Nuova Iside ” e che l’equipaggio in servizio abbia ignorato l’allarme. Inoltre, secondo l’accusa avallata anche dal Gip Annalisa Tesoriere che ha firmato gli ordini di custodia cautelare, “i due ufficiali e il timoniere si sarebbero accorti della collisione e che come se nulla fosse successo, avrebbero preferito proseguire e non lanciare alcun allarme”. Stando ai risultati delle indagini dell’inchiesta, la Vulcanello avrebbe anche trascinato il peschereccio per una trentina di secondi e, il comandante Gioacchino Costagliola, il terzo ufficiale Giuseppe Caratozzolo e  il timoniere romeno   Mihai Jorascu,  “hanno mostrato di governare la navigazione in spregio alle elementari regole di prudenza”. In quanto all’armatore dell’Augusta Due, società proprietaria della petroliera, il 75enne Raffaele Brullo per cui sono venute meno le esigenze cautelari, secondo la Procura avrebbe cercato di nascondere i segni dello speronamento dopo aver saputo del procedimento penale in corso a seguito del sequestro della Vulcanello e della documentazione di bordo avvenuta lo scorso 21 maggio. Come prova a suo carico ci sarebbe anche uno scambio di mail tra il comandante della petroliera Gioacchino Costagliola e Salvatore Di Nucci rappresentante dell’Augusta 2  e, per conoscenza inviate a Brullo,  da cui si evincerebbe la volontà da parte della società armatrice di occultare gli eventuali segni della collisione; lavori svolti durante la navigazione tra Augusta e Vibo Valentia, prima che la nave venisse messa sotto sigillo. La celebrazione eucaristica che Don Davide Rasa celebrerà all’aperto giovedì 13 maggio, ad un anno dalla scomparsa di Matteo, Vito e Giuseppe Lo Iacono, verrà trasmessa in diretta Facebook sulla pagina di Tele Occidente, in collaborazione tecnica con Am Arte Video Production.

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