San Cipirello, il tar ordina al ministero: “niente omissis sullo scioglimento per mafia”

Entro il 24 marzo dovranno essere depositati dal Ministero dell’Interno gli atti privi di omissis che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di San Cipirello. A stabilirlo è un’o rd i n a n z a istruttoria del Tar del Lazio. Che ha rilevato l’inadempienza da parte del Ministero nei confronti di una sua precedente ordinanza del novembre 2019. « Gli atti istruttori relativi alla procedura di scioglimento – faceva notare il Tar – sono provvedimenti la cui conoscenza in forma integrale è propedeutica alla delibazione da parte di questo giudice nonché alla piena difesa in giudizio dei ricorrenti nell’ambito della controversia». Entro 20 giorni dunque dovranno essere prodotte le relazioni del Prefetto e della Commissione ispettiva di indagine e la delibera del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2019. Tutte in versione integrale. Ma nel rispetto della natura riservata dei documenti che parlano di presunte infiltrazioni mafiose. A presentare ricorsi al Tar sono stati l’ex sindaco Vincenzo Geluso e gli ex amministratori Giovanni Randazzo, Nicolò Di Lorenzo, Claudio Russo, Giuseppe Clesi, Vincenzo Randazzo, Maria Grazia Lo Piccolo e Piera Rizzuto. La prossima udienza è fissata per il 26 maggio.  

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