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Cinisi, 8 marzo: l’opposizione chiede di dedicare una strada a Maria Rosa Vitale

Intitolare una strada di Cinisi a Maria Rosa Vitale, donna che in passato si è distinta per il coraggio mostrato, portando avanti con dignità e determinazione, il suo desiderio di affermarsi come tale, superando le resistenze culturali di quel tempo.

È la richiesta avanzata al sindaco Giangiacomo Palazzolo dai Consiglieri Comunali di opposizione Leonardo Biundo, Antonella Candido e Mimmo Scrivano, quale atto concreto per celebrare la giornata internazionale della donna, per riflettere sulle conquiste sociali, economiche e politiche del genere femminile.

“Siamo certi – scrivono i gruppi consiliari “Cinisi nel cuore” e “Per una Cinisi Migliore”, firmatari della nota protocollata stamani al comune- che la nostra proposta verrà positivamente accolta, anche per dare un segnale di vicinanza e di solidarietà a tutte le donne che ad oggi, purtroppo, nonostante le conquiste ottenute, continuano ad essere vittime di prevaricazione nel silenzio e nell’intimità delle loro case e sul posto di lavoro”.

Era il 1939 quando Maria Rosa Vitale venne costretta da un ragazzo e due complici alla “fuitina furziva” (venne rapita), come era in uso allora in Sicilia e portata per tre giorni in un casolare. Dopo avere convinto il suo rapitore che avrebbe accettato il matrimonio riparatore, si è fatta riportare a casa e una volta arrivata dalla sua famiglia, ha avuto il coraggio di denunciare i suoi aguzzini che vennero arrestati e processati. Una storia di fiera e indomita volontà di giustizia, ma anche di riscatto perché non si fece relegare all’ombra. A 17 anni cominciò a studiare, diplomandosi al liceo classico e iscrivendosi all’Universita’ alla Facoltà di Scienze Matematiche. Mancavano poche materie alla sua laurea quando nel 1962 le venne a mancare il padre; essendo la più grande dei suoi quattro fratelli, decise di abbandonare per prendere servizio come Segretaria della Scuola Media di Cinisi. Impegnata attivamente in associazioni locali, sempre nello stesso anno inizio’ la sua esperienza politica divenendo la prima Consigliere Comunale “donna” di Cinisi e poi Assessore alla Pubblica Istruzione. Sempre da combattente, a 47 anni realizzo’ anche i suoi sogni di moglie e di mamma, dando alla luce la figlia Vera Abbate che è attuale Consigliere Comunale di opposizione di Cinisi.

La storia di sua mamma testimonia che solo il coraggio e la determinazione di chi non si piega di fronte alla prepotenza può vincere sul pregiudizio e sulla sopraffazione di chi non riconosce il valore delle donne.

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