Carini, le spycam di “Aquila” smascherano “truffa dello specchietto”

Grazie al sistema di videosorveglianza Aquila di cui è dotata la città di Carini,  i caschi bianchi sono riusciti a smascherare un caso di truffa dello specchietto. Si tratta di uno stratagemma adottato da abili truffatori per sottrarre denaro alle vittime, preferibilmente persone anziane. La dinamica è semplice: un rumore dalla fiancata dell’auto, provocato da un sasso o una palla di gomma lanciata da un’altra vettura appena superata, un automobilista che intima alla vittima di turno di fermarsi per poi accusarla di avergli urtato e rotto lo specchietto retrovisore, quindi la pretesa di un risarcimento in contanti con la scusa di non voler coinvolgere le assicurazioni. Ed è ciò che è stato registrato dalle telecamere  nelle strade di Carini. Dalle immagini, riviste più volte dagli agenti di Polizia Municipale  – spiega il comandante  Marco Venuti – si notavano due autovetture e precisamente un’Alfa Romeo con a bordo due persone e una Fiat 500, che effettuavano entrambe, provenienti da via Bernardo Mattarella, una svolta a destra per immettersi in via Amerigo Vespucci;  prima l’Alfa Romeo e subito dietro la Fiat. Dopo aver imboccato la via Vespucci l’utilitaria sorpassava l’Alfa Romeo che, in un primo momento sembrava accelerare come per volersi affiancare sul lato destro della Fiat, ma subito dopo lasciava che la stessa completasse la manovra iniziata. I due veicoli, così come si evinceva dalle immagini, sia prima che durante tutta la manovra di sorpasso, restano sempre ad una certa distanza l’uno dall’altro, senza mai entrare in collisione tra di loro. Subito dopo terminato il sorpasso, le immagini mostravano che il conducente dell’Alfa Romeo inizia a lampeggiare con i fari abbaglianti ed a questo punto entrambi i veicoli si fermano». Qui è scattata la  fase in cui viene chiesto al malcapitato di sborsare del denaro per pagare il danno. Le sequenze mostrano i due conducenti che scendono dalle auto per poi ripartire dopo una breve discussione. C’è voluto poco a risalire ai proprietari delle due autovetture. «Contattato il conducente della Fiat, residente a Carini – aggiunge il comandante Marco Venuti – ci ha raccontato di avere pagato 50 euro all’uomo alla guida dell’altra autovettura per risarcire la rottura dello specchietto retrovisore sinistro. Ma in realtà l’impatto non è mai avvenuto, così come si evince chiaramente dalle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza Aquila». La Polizia Municipale ha riferito i fatti alla Procura della Repubblica di Palermo. Il responsabile rischia la condanna alla reclusione da 6 mesi a tre anni e una multa fino a mille euro per il reato di truffa. 

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