Carini, senza tetto da due mesi nessuno vuole affittargli casa

Dal 23 ottobre scorso vive per strada la coppia di coniugi fatta sgomberare da una casa confiscata alla mafia ed ormai inserita nel patrimonio del comune di Carini già dal 2016.

A fare sloggiare i due coniugi la polizia municipale e la guardia di finanza dopo avere scoperto che avevano occupato l’immobile abusivamente.

L’edificio in questione era stato sottratto dallo Stato al padre della signora, pluripregiudicato per mafia non più in vita da cui la donna a suo tempo aveva preso debita distanza. Venutasi a trovare in serie difficoltà economiche anche perché il marito non ha un’occupazione, dopo la morte del padre, per bisogno, si era riparata con il suo consorte in quella casa che era appartenuta alla sua famiglia natale.

Aldilà dell’indiscutibile illecito che la coppia ha commesso, non va sottovalutato l’aspetto umano di questa vicenda che ha ridotto in “senza tetto” i Carinesi Anna Conigliaro di 61 anni e Pietro Covello di 59.

Da quasi due mesi, infatti, cercano invano una casa in cui sistemarsi, ma nessuno gliela vorrebbe affittare. Si riparano dal freddo e dalla pioggia come possono; spesso sostano nella villetta di piazza della vittoria di Villagrazia di Carini, nella speranza che qualcuno possa preoccuparsi delle loro sorti.

Da settimane, una cittadina, Mary Giammona, cerca di aiutarli come può. Ha chiesto aiuto ai servizi sociali del comune che si sarebbero limitati ad elargire in loro favore un piccolo contributo economico, ma di fatto queste persone continuano a vivere all’addiaccio ed è umanamente inaccettabile.

“Il Natale è alle porte, possibile che nessuno possa affittargli o cedergli in comodato d’uso un alloggio anche piccolissimo in cui possano almeno momentaneamente ripararsi, lavarsi, cucinarsi e lavarsi”?

È il grido disperato di aiuto che Mary Giammona lancia a tutti i carinesi, alle autorità preposte e a chiunque possa fare qualcosa per queste persone che stanno vivendo in condizioni disumane ormai da quasi due mesi.

Avranno commesso illeciti occupando una casa non loro, ma di questo renderanno debitamente conto nelle sedi opportune, intanto meritano comunque un aiuto concreto. Chi può darlo si faccia avanti. Non usiamo la parola “solidarietà” solo per riempirci la bocca, mettiamola in atto affinché sia un Santo Natale anche per loro.

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