Scommesse clandestine, 15 arresti delle fiamme gialle tra Palermo e Napoli (Video)

Nuovo colpo al giro di scommesse illegali tra Palermo e Napoli. I finanzieri del comando provinciale del capoluogo siciliano hanno arrestato 15 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo delle scommesse e truffa ai danni dello Stato, nonché di trasferimento fraudolento di valori. La raccolta illegale delle scommesse avveniva attraverso lo “schermo” di agenzie autorizzate dai Monopoli. I gestori sottobanco accettavano le giocate che venivano gestite non sulla rete ufficiale ma attraverso piattaforme straniere illegali. Ogni mese, con questo sistema, si generavano scommesse per almeno 2 milioni e mezzo di euro. In cella sono finiti in sei. Gli altri nove sono ai domiciliari. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, chieste dai sostituti procuratori Dario Scaletta, Maria Pio Ticino e dall’aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Salvatore De Luca, riguardano Vincenzo Fiore e Christian Tortora, ritenuti a capo del primo gruppo, poi Rosario Chiarello, Michelangelo Guarino e Giovanni Di Noto (già arrestato in passato perché ritenuto un mafioso del clan della Noce). Una nuova misura è stata emessa anche per Salvatore Rubino dal gip Walter Tuturici. Ai domiciliari sono andati invece Salvatore Barrale, Maurizio Di Bella, Pasquale Somma, Giovanni Castagnetta, Davide Catalano, Giacomo Bilello, Pietro Montalto, Antonio Inserra e Salvatore Lombardo.

L’operazione “All In si gioca”, prosecuzione dell’indagine All In dello scorso giugno ha fatto scattare il sequestro preventivo di 6 agenzie di scommesse, che si trovano a Palermo e in provincia di Napoli, per un valore complessivo stimato di circa un milione di euro.  Da oggi verranno gestite da un amministratore giudiziario:  cinque si trovano a Palermo e provincia, l’altra a  Gragnano in provincia di Napoli. La raccolta illegale delle scommesse avveniva attraverso lo “schermo” di agenzie autorizzate dai Monopoli. I gestori sottobanco accettavano scommesse che venivano gestite non sulla rete ufficiale ma attraverso piattaforme straniere illegali; la rete illegale delle scommesse fatte in queste agenzie avrebbe generato almeno 2,5 milioni di giocate illegali al mese.

 

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