Rifiuti, commissione d’inchiesta per verificare “regolarità discariche siciliane”

“Lo stop alla discarica di Alcamo che ha bloccato il conferimento dei rifiuti a Bagheria, Carini, Capaci e in altri 35 Comuni siciliani è il sintomo di un sistema che non funziona”, da qui la decisione dell’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon di istituire una commissione di inchiesta per verificare la regolarità delle autorizzazioni delle discariche dell’isola per “scongiurare il ripetersi di situazioni di disagio legate alla chiusura di impianti, come avvenuto in questi giorni”. Il decreto è già stato firmato e il governatore Nello Musumeci ha convocato un vertice a Palazzo d’Orleans per fare il punto sulle procedure con tutti i dipartimenti regionali interessati. Il problema è sorto nelle scorse settimane dal momento in cui,  esaminando la richiesta di ampliamento avanzata dalla  società “Vincenzo D’Angelo srl”  che gestisce l’impianto di Alcamo, l’autorità ambientale ha rilevato l’assenza di documentazione in un’autorizzazione che era stata rilasciata nel 2017.  “La commissione ispettiva – spiega la Regione in  una nota – formata da dipendenti dell’amministrazione regionale, sarà a costo zero e passerà ai raggi X tutte i provvedimenti autorizzativi inerenti le discariche e gli impianti intermedi per evitare che in futuro possano ripetersi simili situazioni creando gravi disagi al settore”. La chiusura dell’impianto di Alcamo ha creato disagi a ben 38 comuni; una ventina di enti locali hanno trovato immediatamente una soluzione alternativa, i restanti 17, tra cui i 12 comuni dell’area metropolitana di Palermo, sono ancora in attesa e già in piena emergenza rifiuti. Nel frattempo sono stati autorizzati dei conferimenti straordinari per consentire di smaltire parte dei rifiuti accumulati. Il Comune di Carini è stato autorizzato a smaltire straordinariamente una tantum di 80 tonnellate nell’impianto della Trapani servizi, ma al sindaco Giovì Monteleone non bastano ed ha deciso di rivolgersi al Prefetto Forlani a tutela anche dei diritti dei colleghi dei paesi viciniori.  “Si attende l’esito di alcune procedure autorizzative di vari rami dell’amministrazione nei confronti di altri impianti – assicurano da  Palazzo d’Orléans –  anche oggi abbiamo proseguito il lavoro per superare le criticità che si sono presentate puntando all’apertura delle nuove strutture pubbliche in cantiere  che eviteranno il ripetersi di queste crisi. Vero è che i tempi di realizzazione sono sempre lunghi – sottolinea l’assessore Alberto Pierobon – ma il percorso tracciato nel Piano rifiuti, ormai giunto al traguardo, è molto chiaro. Più differenziata, priorità al pubblico, gestioni efficienti e non si escludono altre soluzioni”.  

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