Isola delle Femmine, Piero Rappa cambia rotta e viene rieletto Presidente del Consiglio Comunale, Vincenzo Dionisi suo vice

Si e’ finalmente riunito nel suo plenum il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine riservando non poche sorprese agli elettori che recentemente sono tornati alle urne per rinnovarlo. In primis il cambio di rotta ufficializzato da Piero Rappa che si è dimesso dal gruppo di opposizione “Un’altra Isola Si”, per passare al gruppo misto. Mossa che ha seguito le dichiarazioni rese in aula dal Consigliere di opposizione Maurilio Puccio che dopo essersi negativizzato dal Covid-19 ha potuto prestare giuramento. Lo stesso, dopo avere raccontato la propria esperienza relativa al contagio da coronavirus ha rimarcato che in paese a vincere le elezioni è stato il gruppo avverso alla lista che ha sostenuto il sindaco Orazio Nevoloso. “La lista un’altra Isola Si – ha detto – rappresenta la maggioranza degli elettori, pertanto spetterebbe alla stessa la Presidenza del Consiglio, sebbene sia venuta meno la maggioranza numerica interna al nostro gruppo politico”.

“Dichiaro di lasciare il gruppo politico ‘Un’altra Isola…sì’ a causa di profonde divergenze circa la linea politica da tenere in consiglio comunale e nei rapporti con l’amministrazione in carica” – ha esordito subito dopo Piero Rappa – “questa diversità di visione è emersa già nei giorni successivi alla competizione elettorale, che ci ha consegnato un risultato insolito: l’elezione a sindaco di Orazio Nevoloso e la maggioranza consiliare alla lista che sosteneva l’ex sindaco Stefano Bologna. Partendo dall’analisi di questo esito, ho ritenuto e ritengo che si sia chiusa la stagione politica che ha visto Bologna sindaco e si è aperta una fase nuova della vita istituzionale del nostro paese e della politica isolana. Ho quindi fin da subito proposto a chi ha condiviso con me la campagna elettorale una linea politica di comportamento in consiglio comunale improntata alla collaborazione con il nuovo primo cittadino, con l’amministrazione ed il gruppo ‘CambiAmo Isola’, cioè la disponibilità a confrontarci per le problematiche del nostro paese e a condividere i progetti. Non ho mai proposto di confluire nel gruppo ‘CambiAmo Isola o di fare acriticamente di supporto al sindaco”, ha però precisato Rappa, “tuttavia ho subito registrato ostilità verso la linea politica da me proposta, innanzitutto dal collega Bologna, che invece proponeva una linea di opposizione dura che non avrebbe fatto sconti al sindaco, provocando così, secondo me, uno scontro istituzionale. Io non mi sento di seguire questa linea e per questi motivi ho deciso di iscrivermi al gruppo misto, considerato che inoltre, da quando ho manifestato la mia opinione, non sono stato più coinvolto nelle scelte del gruppo, ne tanto meno ho condiviso l’atteggiamento assunto nel corso delle sedute precedenti e ancora meno i contenuti dei comunicati stampa delle scorse settimane”.

Una dichiarazione che dopo la replica di Bologna gli ha fatto guadagnare la rielezione a Presidente del Consiglio Comunale. Già perché Rappa ha ricoperto lo stesso ruolo nella precedente legislatura.

Bologna non gliele ha mandate a dire. Ha preso parola ed ha subito accusato Rappa di falsità “soprattutto – ha dichiarato – quando dice che ha maturato questa idea dopo le elezioni e che io avrei dato una linea di opposizione dura contro il neosindaco. I traditori, i voltagabbana, i saltafosso, gli opportunisti ci sono stati sempre nella storia del mondo, ma non confondiamo le cose e diciamo la verità: tu hai deciso di saltare il fosso”, tu hai deciso questa linea forse prima dei risultati elettorali, giocando con due mazzi di carte. Sei libero di fare quello che vuoi, ma non mistificare la realtà: io non ho mai parlato di lotta dura nè di opposizione, non ci siamo mai riuniti per discutere questa situazione. Te lo sei sognato, te lo sei inventato. Prendiamo atto di questa scelta politicamente scellerata. Se ci saranno delle situazioni di illegalità noi certamente ci opporemo, ma in questo momento il sindaco Nevoloso può stare tranquillo. Sono onorato di aver perso sul campo. La cosa più bella è la sconfitta sul campo, onesta, democratica. Non sono stato né sciolto per infiltrazioni mafiose, né destituito, ne condannato. Di tutto potete accusarmi, ma la realtà non si può mistificare. Ai posteri l’ardua sentenza”.

Rappa ha negato ogni addebito e additato Bologna di “non saper mantenere i nervi saldi nel confronto politico e di scadere sempre nell’offesa”.

Piero Rappa poco dopo è stato eletto vertice dell’assise al secondo scrutinio segreto, con 6 voti a favore. 5 sono andati a Stefano Bologna e 1 a Giovanna Billeci. Nella prima votazione, invece, era stato Bologna ad incassare 6 preferenze, 5 Giuseppe Pagano e un’astensione. Ma non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta è stata necessaria la seconda votazione in cui è bastata la maggioranza semplice.

Due scrutini anche per l’elezione del Vicepresidente Dionisi eletto con 5 voti a favore. 4 schede bianche e un voto per Antonella Uva. Nella prima votazione ne aveva ottenuti 6, 1 Maurilio Puccio e 1 per Rossella Puccio e 4 bianche.

Le votazioni di entrambi i vertici del massimo consesso civico fanno emergere che all’interno dell’opposizione vi sia più di una defezione. Non è escluso che a breve qualcun altro possa seguire la scelta di Piero Rappa.

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