Alcamo, inchiesta sui tamponi covid-19 negativi effettuati dall’Emolab

Migliaia di tamponi covid-19 risultati negativi,  effettuati dal laboratorio Emolab di Alcamo da marzo a ottobre scorsi, poi smentiti da test successivi, hanno indotto la Procura di Trapani ad aprire un’indagine. Il Procuratore Maurizio Agnello, così come pubblicato dal quotidiano “Repubblica”,  sta raccogliendo le denunce dei privati che, con referto in mano, dicono di aver avuto un esito negativo al test da loro eseguito, ma di essere successivamente risultati positivi.  L’indagine si muove su due filoni.  Il primo riguarda i tamponi effettuati dal centro per conto dell’Asp. Al momento sono indagati con l’accusa di frode nelle pubbliche forniture Benedetto Fabio Di Giorgi, rappresentante legale della società Koala che gestisce Emolab, e Salvatore Ciaccio direttore tecnico del laboratorio, avendo eseguito per conto dell’Asp 7.600 tamponi, con la richiesta di pagamento di fatture per 380 mila euro, 72 mila dei quali già corrisposti. Il secondo filone  si allarga ai tamponi fatti ai privati. Qualche giorno fa una seconda perquisizione dei Nas in cui sono stati sequestrati computer e documenti informatici. Intanto il tribunale del Riesame ha  annullato il provvedimento di sequestro preventivo della macchina utilizzata dal laboratorio per analizzare i test. Apparecchiatura che a seguito dei controlli dei carabinieri del Nas è stata valutata non idonea per lo screening del covid da parte dell’ente certificatore regionale di controllo qualità già nei mesi di aprile ed agosto. Inoltre, il laboratorio applicava il costo di 100 euro ad esame ai privati mentre per l’Asp si atteneva ai 50 euro imposti dalla Regione per calmierare i prezzi ( requisito fondamentale per ottenere l’accreditamento).  

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