Carini, salgono ad 80 i contagi accertati, lunghe attese per i tamponi (Video)

Come volevasi dimostrare, comincia a delinearsi il quadro reale, ma ancora incompleto dei casi positivi da coronavirus presenti a Carini. 80 solo quelli finora accertati dall’Asp 6 e tutti riconducibili a diversi cluster familiari. L’Unità Operativa di Prevenzione del distretto sanitario 34 ha cominciato a prendere in carico i pazienti che sono ricorsi al test rapido di strutture private e che i medici di famiglia hanno segnalato all’Asp per farli sottoporre ai tamponi molecolari di conferma. L’elenco non si è ancora esaurito. Diverse decine di persone attenderebbero ancora l’esito ed altre di essere sottoposte al tampone di conferma ed il dato è destinato a salire. Ragion per cui il sindaco Giovì Monteleone, insieme al collega Pietro Puccio che amministra Capaci nei giorni scorsi hanno lanciato l’allarme all’ASP, all’Assessorato Regionale, al distretto sanitario 34 e a tutti i colleghi sindaci del distretto. Per il primo cittadino di Carini “il tracciamento” è l’arma principale per fronteggiare questa pandemia, e la cosa più importante è avere le risorse primarie per poterlo fare ed evitare che la situazione diventi fuori controllo. Da qui la richiesta immediata di  potenziare l’ufficio di prevenzione territoriale, con la possibilità di disporne l’apertura anche nei giorni festivi e prefestivi e di potenziare l’Usca (unità speciali di continuità assistenziale) visto che, nonostante tutta la buona volontà degli operatori, ad oggi non è in grado di fronteggiare l’aumento esponenziale dei contagi accertati e dei casi sospetti; dati che non vengono tempestivamente forniti al comune che, invece ne ha la necessità per organizzare il servizio di raccolta dei rifiuti in favore dei soggetti positivi ma anche per adottare eventuali misure a tutela della cittadinanza in tempi celeri. Per il sindaco Giovì Monteleone è inaudito attendere delle settimane per ottenere il responso di un tampone con tutti i problemi che ne conseguono per i cittadini, le loro famiglie e l’intera  comunità.

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