Camporeale, litigano per una donna: reo confesso l’assassino di Ferrara

Tre colpi di pistola alla testa e al torace hanno ucciso il giovane Benedetto Ferrara, il 26enne di Camporale assassinato ieri sera, poco dopo le 22,30, in piazza Guglielmo Marconi, davanti a decine di persone.

L’assassino, Michele Mule’ di 28 anni ha confessato. E’ stato lui stesso a chiamare il 112 per raccontargli cosa avesse appena fatto e a comunicargli la propria posizione per farsi catturare. Ha ucciso Ferrara per gelosia, sostenendo che l’ex fidanzato continuasse ad importunare la propria ragazza perché non accettava di averlo lasciato per mettersi con lui. Circostanza confermata dalla donna che ha detto agli inquirenti di avere iniziato una relazione con Mulè da poche settimane, dopo avere lasciato Bendetto Ferrara.

Michele Mulè 28 anni, con precedenti penali per furto e danneggiamento, ieri  è arrivato armato in piazza,  in auto e in compagnia della fidanzata contesa. Si sarebbe fermato proprio davanti a Benedetto Ferrara, sarebbe sceso dall’auto e avrebbe cominciato ad insultarlo. I due si sarebbero scambiati delle offese per qualche minuto, fino a quando Mulè ha impugnato la pistola e, a sangue freddo, ha esploso  tre colpi in successione,  da distanza ravvicinata, che hanno raggiunto la testa e il torace di Benedetto che è caduto esanime per terra. Poi, senza nemmeno correre, così’ come hanno raccontato le persone che hanno assistito alla scena, l’assassino è risalito in auto ed è andato via, dirigendosi nel casolare di campagna nella sua disponibilità.

Questa la ricostruzione fatta dai carabinieri del nucleo investigativo di Monreale guidati da Marco Pisano e dal sostituto procuratore Ferdinando Lo Cascio che coordina le indagini. 

 Sul posto, sono tempestivamente intervenuti i   sanitari del 118 che hanno provato in tutti i modi a salvare il giovane. Ma purtroppo le ferite provocate dagli spari, per Benedetto Ferrara sono state letali. Il suo cadavere è stato trasportato all’istituto di medicina legale del Policlinico dove nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia disposta dal pubblico ministero.


I carabinieri della compagnia di Partinico hanno raggiunto Michele Mulè nel casolare in cui si era rifugiato che, a quanto pare, appartenesse alla famiglia della sua ragazza.  Con sé aveva ancora la pistola con cui ha sparato a Ferrara e  che ha consegnato ai militari. Dopo essere stato sentito in caserma dai carabinieri e dal sostituto di turno, Mulè è stato fermato con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi. Gli inquirenti stanno ora valutando se contestare al 28enne di Camporeale anche l’aggravante della premeditazione, visto che Mulè era uscito di casa già armato. In corso anche gli esami balistici sull’arma da fuoco per accertarne la provenienza.  Michele Mulè si trova adesso nel carcere Pagliarelli a disposizione dell’autorità giudiziaria.

  

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