Partinico, sepolto stamani il piccolo feretro bianco con la salma di Alberto

E’ stato sepolto questa mattina, al cimitero comunale di Partinico, il corpicino senza vita del bimbo nato già morto, sabato scorso, nel locale nosocomio. Alberto, questo il nome scelto per lui dai  giovani genitori Giuseppe Gorgone e Valeria Cuspolici, infatti, in questo mondo non è riuscito a vedere mai la luce. La piccola bara bianca ha fatto direttamente ingresso nella necropoli cittadina, accompagnata dal papà, dalla mamma e dai familiari più stretti, devastati dalla perdita del piccolo dopo 9 lunghi mesi di gravidanza. Un momento che doveva essere di gioia e felicità per la coppia e per le rispettive famiglie, per cause ancora tutte da chiarire si è trasformato in un immenso dolore.  Ieri pomeriggio,  il corpicino privo di vita è stato sottoposto all’esame autoptico al Policlinico di Palermo. Presente all’ispezione cadaverica il Prof. Paolo Procaccianti,  nominato  dalla famiglia Gorgone quale consulente di parte, attraverso il proprio legale Angelo Coppolino.  Bisognerà attendere 60 gg di tempo per conoscere l’esito dell’esame autoptico. In questo lasso di   verranno esaminati tutti i reperti prelevati dal cadaverino. Verranno eseguiti esami biologici e istologici e sottoscritta una valutazione finale sui risultati. Sulla morte del piccolo la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. I genitori desiderano andare a fondo ed accertare se, a provocarne il decesso, possano essere state sospette negligenze da parte dei sanitari dell’ospedale civico di Partinico. La causa del decesso del bambino, secondo i medici del reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio partinicese,  sarebbe stata una bradicardia, ossia una riduzione della frequenza cardiaca inferiore ai cento battiti al minuto, e da qui l’insufficienza respiratoria. Ma per i genitori del piccolo Alberto,  giorni prima del parto, la partoriente si era messa in contatto con il proprio ginecologo che l’aveva rassicurata consigliando però un controllo in ospedale per sicurezza. Per Giuseppe e Valeria, i genitori del piccolo, i sanitari avrebbero perso troppo tempo, provocando presumibilmente la tragedia che non riescono a somatizzare.

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