San Giuseppe Jato, il gal restaura la Chiesa della Madonna del Carmelo

Pronti 111 mila euro per la riqualificazione della chiesa della Madonna del Carmelo e dell’area del Camposanto vecchio a San Giuseppe Jato. A finanziare l’i n t e r ve n – to è il Gal Terre Normanne nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione. Ieri mattina il direttore del Gal Terre Normanne, Giuseppe Sciarabba, ha presentato e consegnato il progetto al sindaco jatino Rosario Agostaro e al presidente del Consiglio comunale Giovanni Marino. L’intervento, finanziato con fondi europei, punta a riqualificare e valorizzare la chiesetta di piazza del Carmine, risalente al XIX secolo. L’edificio religioso, costruito con pietra locale, è un esempio di architettura rurale siciliana. Al suo interno un tempo veniva custodita la statua della «Madonna con bambino» che consegna lo scapolare al padre carmelitano San Simon Stok. La chiesa ospitava anche una tela risalente al XVIII secolo con San Giovanni della Croce e la Madonna con bambino. L’edificio, adiacente al vecchio cimitero, è infatti dedicato alla protettrice dei morenti. Del complesso fa parte anche la cappella che, tramite una botola, dava accesso all’o s s a r i o. «Il bando – spiega Sciarabba – prevede, tra gli altri interventi, anche la sostituzione delle grondaie arrugginite e dei pluviali in cotto danneggiati a causa delle infiltrazioni di acqua piovana e del degrado della struttura. Saranno inoltre ripristinati il timpano e il torrino della chiesa». Interventi sono previsti anche nell’area del Camposanto vecchio, da cui si snoda uno dei sentieri storico-naturalistici che portano alle rovine dell’antica città di Iaitas che sorge su Monte Iato. L’antica mulattiera ha inizio dal Cimitero vecchio, accanto al quale si trova la chiesa della Madonna del Carmelo e procede all’interno di un’a re a rimboschita a pini. Un percorso che merita di essere valorizzato al meglio Ogni anno, alla vigilia del 25 aprile, il sentiero si riempie di adolescenti diretti in cima al monte. A metà del percorso si incrocia il raccordo per la «Scala di Ferro». Proseguendo in direzione della vetta, su un sentiero lungo circa due chilometri, si giunge invece ad un pianoro dove la pineta si infoltisce. Qui, come da tradizione, vengono montate le tende e si attende l’alba.

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