Terrasini, naufragio Nuova Iside: la salma di Giuseppe Lo Iacono verrà riesumata

Verrà riesumata la salma di Giuseppe Lo Iacono, il marinaio 34enne che ha perso la vita in mare nella tragedia della Nuova Iside, il peschereccio della marineria di Terrasini affondato al largo tra San Vito Lo Capo e Ustica.

La vedova Cristina Alaimo, che vive a Cinisi insieme ai loro 4 figli, ha chiesto alle autorità che venga effettuata l’autopsia anche sul corpo del marito, per chiarire le cause della sua morte.

Il corpo senza vita di Giuseppe Lo Iacono, rinvenuto due giorni dopo la sparizione del motopesca, dopo la semplice ispezione cadaverica eseguita dal medico legale al porto di Terrasini, era stato sepolto 24 ore dopo. In quelle ore, la Guardia Costiera, avvalorava la tesi dell’incidente provocato dal vento di scirocco, per via di una testimonianza, poi ritrattata, di un marinaio che aveva asserito di avere sentito telefonicamente Matteo Lo Iacono la mattina del 13 maggio, data in cui i familiari lanciarono l’allarme per il mancato rientro della Nuova Iside e del suo equipaggio. Ma il giorno dei funerali di Giuseppe Lo Iacono, lo stesso pescatore, ha richiamato le autorità marittime per scusarsi e riferire che la telefonata di cui aveva fatto cenno, risaliva alla mattina precedente, cioè al 12 maggio.

Ragion per cui, quando venne ritrovato il corpo di Matteo Lo Iacono, mentre cominciava a delinearsi l’ipotesi di uno speronamento o di una collisione con una nave mercantile o una petroliera, i familiari della vittima hanno chiesto ed ottenuto che sul corpo del congiunto venisse eseguita l’autopsia.

L’approfondito esame effettuata alla presenza del medico legale di fiducia della famiglia Lo Iacono, il prof. Paolo Procaccianti , ha alimentato ulteriori dubbi sulle cause della morte del marinaio, su cui è stata rilevato un trauma cranico; probabilmente procurato da una botta che Matteo Lo Iacono avrebbe preso sulla nuca, cascando all’indietro, per un urto improvviso.
Su questa ipotesi la procura di Palermo ha aperto un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Vincenzo Amico e delegata alla guardia costiera. Attualmente sono in corso indagini sul passaggio della nave Vulcanello, utilizzata per il trasporto del carburante, battente bandiera italiana e a cui è stata sequestrata la scatola nera.

Secondo alcune indiscrezioni, la nave della Marina Militare utilizzata negli ultimi giorni per le ricerche subacquee del relitto e del comandante della Nuova Iside Vito Lo Iacono, ancora disperso, da oggi non si trova più nel tratto di mare dove sarebbe affondato il peschereccio nella notte tra il 12 e il 13 maggio.

La marineria di Terrasini teme che le autorità marittime possano avere deciso di sospendere le ricerche.

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