San Cipirello, la Prefettura evidenzia l’efficacia del provvedimento di scioglimento

La Prefettura di Palermo, in una nota, ha ribadito che «il Tar del Lazio non ha disposto la sospensione dell’esecuzione del provvedimento» di scioglimento delle cariche elettive del Comune di San Cipirello. Lo stesso, infatti, rimane efficace, così come l’affidamento della gestione comunale ad una Commissione straordinaria.  La precisazione arriva dopo lo sfogo su facebook dell’ex sindaco Vincenzo Geluso che, anche a nome degli altri ricorrenti, pur non avendo ottenuto la sospensiva, vede con occhi speranzosi la scelta dei giudici amministrativi romani di rinviare al 6 maggio 2020 la decisione di merito sul loro ricorso e solo dopo aver visionato gli atti dello scioglimento completi degli omissis. Per deliberare serve, infatti, la documentazione integrale del procedimento che ha portato alla decadenza degli organi elettivi del Comune.  Il provvedimento venne deciso dal Consiglio dei Ministri il 19 giugno  scorso, dopo un accesso ispettivo inviato un anno fa nell’ente locale dal prefetto Antonella De Miro. Per quattro mesi, gli investigatori, passarono al setaccio i documenti e i provvedimenti dell’amministrazione locale. L’obiettivo era verificare collegamenti diretti e indiretti con la criminalità mafiosa. E tanti sarebbero i punti di contatto, scoperti grazie alle indagini dei carabinieri. «In occasione delle elezioni amministrative del giugno 2017 – scrive il Ministero degli Interni – alcuni esponenti della locale organizzazione criminale si sono attivati per procurare voti in favore del sindaco eletto». Nel decreto presidenziale si parla di «documentati episodi nonché pubblicazioni sui profili social che attestano la vicinanza della locale famiglia mafiosa al candidato». La relazione del prefetto descrive «rapporti di amicizia e di solidarietà in taluni casi espressi in dialoghi su Facebook». Le amicizie in questione sono quelle tra «soggetti appartenenti o contigui a famiglie di mafia con amministratori comunali e dipendenti». «Amici» che avrebbero beneficiato di appalti, mancati controlli in materia di abusivismo edilizio e trattamenti di favore in materia di tributi. Ci sono inoltre ombre pesanti sull’affidamento del servizio di raccolta rifiuti, sulla gestione del micro-nido e sul cimitero. Tutte contestazioni che Geluso e la sua maggioranza hanno sempre respinto. Nel suo sfogo pubblico, l’ex sindaco ha evidenziato che per lui la mafia è un mucchio di merda; secondo la Prefettura di Palermo, però, avrebbe frequentato esponenti mafiosi e   loro familiari di cui, avrebbe pure goduto sostegno elettorale.  

 

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