Castellammare del Golfo, un bene confiscato alla mafia sarà intitolato al giudice Francesca Morvillo

Il progetto “Dopo di noi” curato dall’associazione “Sos autismo” onlus alla quale è stato affidato un immobile con terreno confiscato alla mafia in contrada Crociferi, nel territorio di Castellammare del Golfo,  sarà portato avanti nel  centro diurno che, martedì prossimo, sarà  intitolato a “Francesca Morvillo”, magistrato e moglie di Giovanni Falcone,  rimasta vittima insieme al marito e ai tre agenti di  scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro,  nella strage di Capaci del 23 maggio 1992.   «Intitolare ad un magistrato morto per mano mafiosa,   e restituire alla collettività un immobile sottratto alla mafia per utilizzarlo ai fini sociali – dice il sindaco Nicola Rizzo –  è un evidente segnale per indicare che occorre trasmette alle nuove generazioni e non solo, chiare indicazioni a seguire la via della legalità e dell’impegno sociale. Le istituzioni devono mantenere viva la memoria delle vittime della criminalità organizzata che mira ad insinuarsi nel tessuto economico, politico e sociale, ricordando l’importanza di lottare ogni giorno contro l’illegalità con l’impegno civile. Importantissima, poi, anche la finalità di utilizzo della struttura, poiché l’associazione Sos autismo, che gestirà il centro Francesca Morvillo,  svolgerà un lodevole compito di integrazione dei disabili con la valorizzazione delle differenze – conclude Rizzo – tramite percorsi educativi e creativi».  La villetta ed il terreno confiscati alla mafia sono stati consegnati al Comune nel 2010 e successivamente ristrutturati con i fondi regionali dell’assessorato della Politiche Sociali. L’associazione “Sos autismo”  presieduta da Giuseppe Caleca lo utilizzerà come struttura socio-assistenziale che accoglie disabili psichici adulti “alleggerendo il carico familiare nelle ore diurne e stimolando le capacità di chi ha perso o è prossimo a perdere i riferimenti familiari”,  poiché il progetto rientra nella regolamentazione del cosiddetto “Dopo di noi” .

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