Mafia, omicidio Frank Calì in America, gli investigatori indagano anche sui legami siciliani

Ci sarebbero legami di parentela, affari in corso, viaggi programmati e saltati all’ultimo momento che gli investigatori siciliani, interagendo con quelli statunitensi, starebbero analizzando, dopo l’omicidio del capomafia della famiglia Gambino di New York, Frank Calì. Come scrive Live Sicilia, sotto la lente di ingrandimento ci potrebbero essere i rapporti di parentela del boss 53enne assassinato l’altra notte, davanti la sua villa di Staten Island. Calì era sposato con Rosaria Inzerillo, sorella di Pietro, uno degli scappati in America durante la guerra di mafia voluta dai corleonesi ed ucciso nel New Jersey nel 1982. Negli anni gli Inzerillo sono rientrati nel popolare quartiere palermitano di Passo di Rigano da dove erano fuggiti, senza passare inosservati. Nel 1997 Francesco Inzerillo, detto u “truttaturi”, figlio di Pietro, fu espulso dagli Stati Uniti e rimpatriato in Italia. Nel 2014 anche il cugino Tommaso è tornato a Palermo. Entrambi furono arrestati nel blitz Gotha del 2006. Francesco fu scarcerato nell’ottobre del 2011 e Tommaso nel novembre del 2013. Settimo Mineo, l’anziano boss di Pagliarelli che ha presieduto la nuova cupola di Cosa Nostra riunitasi lo scorso maggio, avrebbe recentemente incontrato i cugini Inzerillo ed avuto in programma pure un viaggio in America, sulle cui finalità è mistero. Gli investigatori non escludono che possa esserci un collegamento fra le vicende della mafia siciliana e quelle che hanno portato all’omicidio di Frank Calì, freddato con 6 proiettili nella zona residenziale della grande mela, dove, ormai da un anno e mezzo è detenuto, ad esempio il carinese Ferdinando Gallina, detto Freddy. Si era clandestinamente rifugiato in America e, sarebbe ormai prossimo all’estradizione. Su di lui pende la pesantissima accusa di omicidio e sono in tanti a temere, vista la sua giovane età, che possa decidere di collaborare con la giustizia.

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