Trappeto, la deputata Mannino contro resort a San Cataldo: “danneggia il paesaggio e il patrimonio culturale”

Il complesso turistico che dovrebbe sorgere in contrada San Cataldo a Trappeto è un “mostro che danneggia il paesaggio e il patrimonio culturale”. Non usa mezzi termini, la deputata ex Cinquestelle Claudia Mannino che ha chiesto l’accesso agli atti del lungo e complesso iter che ha consentito il cambio di destinazione urbanistica di una zona di 50.000 mq di verde agricolo sul mare di San Cataldo a fine con il territorio di Terrasini.
La variante che è stata approvata all’unanimità del consiglio comunale nei giorni scorsi, è la prosecuzione di iter burocratico avviato diversi anni fa.
La deputata nazionale del Gruppo misto vuol vederci chiaro su quella che definisce una “colata di cemento su una zona incontaminata e di pregio naturalistico, storico ed archeologico. Si teme che nel promontorio oggetto della variante, dove sono previste edificazioni a stecca con piscine campi da tennis, un anfiteatro e ristoranti, insistano preesistenze archeologiche. Inoltre – prosegue Claudia Mannino – l’area è adiacente alla foce del fiume Nocella, tra Terrasini e Trappeto, fortemente inquinato da scarichi oleari, vinicoli e reflui urbani. L’alveo del fiume inoltre è zona di riproduzione e di migrazione di avifauna protetta come la volpoca, la gru, la poiana”.
“Invito i rappresentati politici e la cittadinanza tutta ad occuparsi di ciò che avviene nel proprio territorio – afferma la deputata carinese – Nel silenzio di molti, gli interessi di pochi trovano i cavilli per far approvare mostri che danneggiano non solo il paesaggio ma anche il nostro patrimonio culturale. La spiaggia di San Cataldo con la foce del Fiume Nocella sono un patrimonio naturalistico ed archeologico di tutti che già soffre da anni le prepotenze di furbetti inquinatori; ancora una volta a seguito delle sollecitazioni dei cittadini del territorio interveniamo per chiedere copia di tutti gli atti di un fantomatico albergo che vorrebbe nascere proprio sul sito archeologico di San Cataldo. Insieme alla cittadinanza, difendiamo dagli speculatori e dal disinteresse questa realtà preziosa”.

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