L’Anci annuncia azioni legali a sostegno dei sindaci che rischiano decadenza

Una recente norma regionale rischia di mettere sotto scacco circa 250 amministratori siciliani.

L’articolo 5, comma 1, delle legge n.17 dell’11 agosto scorso sugli enti locali, prevede, infatti, che la cessazione anticipata delle cariche elettive, per “qualunque causa”, tra cui rientra la mancata approvazione del bilancio di previsione, comporterà non solo lo scioglimento del Consiglio Comunale ma anche la decadenza della carica del sindaco e della sua giunta, con conseguente commissariamento.

Proprio in questi giorni, l’Assessorato Regionale alle Autonomie locali, ha diffuso una circolare ai comuni per evidenziare l’importante aspetto normativo.

Una bella batosta per centinaia di sindaci siciliani, sempre più alle prese di minuziose analisi contabili per cercare di chiudere gli strumenti finanziari.

Ragion per cui, il Consiglio Regionale dell’Anci che, ieri si è riunito a Villa Niscemi, ha deciso, non appena ci saranno le condizioni giuridiche, di avviare azioni legali a sostegno dei comuni che si ritroveranno a dover ricorrere al Tar per questo motivo.

“E’ necessario contrastare – ha dichiarato il Presidente dell’Anci Sicilia – una impostazione che rischia di mettere a rischio circa 250 amministratori dell’Isola, ovvero tutti quelli che non hanno ancora approvato il Bilancio di Previsione 2016”.

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