Servizio idrico. Adesione ad Amap, sindaci convocati a Palermo

La prossima settimana potrebbe essere quella decisiva per il futuro del servizio idrico in gran parte dell’area metropolitana di Palermo. Su 52 comuni prima sotto la gestione di Aps, soltanto una ventina hanno già deliberato formalmente il passaggio ad Amap, la società del capoluogo che si è fatta avanti per rilevare reti e dipedenti, a patto però di sottoscrivere una convenzione per ben 30 anni.

Un periodo troppo lungo e senza nessuna garanzia per molti comuni che hanno sollevato innumerevoli dubbi sulla questione. A Carini, per esempio, proprio per questi motivi la votazione è stata rinviata in attesa di chiarimenti dall’azienda. A Montelepre, invece il consiglio comunale ha chiesto una proroga. Anche Partinico vuole vederci chiaro sul piano di investimenti che l’azienda dovrebbe fare nei 30 anni.

La Presidente di Amap Maria Prestigiacomo nei giorni scorsi aveva inviato una lettera ai consigli che non hanno ancora deliberato: «se non lo faranno in tempi brevi – ha dichiarato – da lunedì interromperemo il servizio». Insomma, i comuni che non sono passati ad Amap, tra due giorni potrebbero dover cavarsela da soli.

Anche se è stato fissato per giovedì, un incontro tra la Presidente di Amap, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, maggiore azionistra della società e le amministrazioni comunali dell’area metropolitana per fare il punto della situazione.

Tra i paesi del comprensorio che hanno già aderito: Isola delle Femmime, Balestrate, Trappeto e Capaci, anche se per quest’ultimo manca l’approvazione in consiglio.

Non transiteranno ad Amap Terrasini e Cinisi, che nel 2014, si erano riappriopriati delle reti. «Fin quando ce lo consentiranno, continuremo a gestire il servizio idrico in maniere diretta» afferma il presidente del consiglio di Cinisi Giuseppe Manzella. «In quasi due anni il comune è riuscito a riparare oltre 100 perdite d’acqua, non ci sono particolari disagi e la tariffa è diminuita di oltre il 50%».

Con l’ingresso dei comuni nel capitale sociale di Amap si dovrà affrontare la questione dei lavoratori ex Aps. I sindacati temono una “drastica riduzione del personale” e sono sul piede di guerra: «sono pochi i sindaci che sono diventati soci di Amap, la società comunicherà nei prossimi giorni la riduzione dei lavoratori in base al numero dei Comuni­ che hanno aderito. » In agitazione anche i dipendenti di Amap “In­ un momento così delicato e con un proge­tto cosi ambizioso dopo il passaggio del­ servizio integrato nei comuni della pro­vincia garantito da Aps ad Amap, il Cda­ non si è dimostrato in grado di gestire­ i processi di innovazione con gravi rip­ercussioni anche sulla qualità del servi­zio” si legge in una nota dei sindacati. Insomma, nei prossimi giorni si conoscerà il futuro del servizio idrico e dei lavoratori in gran parte del palermitano. Nel frattempo, il governo regionale sta riscrivendo la legge che dovrà regolamentare definitivamente la gestione.

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