Carini, oggi il consiglio deciderà l’affidamento trentennale ad Amap

Il consiglio comunale di Carini si riunirà oggi pomeriggio alle 15.30  per valutare la proposta di adesione ad Amap, la società palermitana che si propone di gestire il servizio idrico in provincia per un periodo di 30 anni. Non è scontata l’approvazione in consiglio comunale, dove le posizioni sono diverse anche nella stessa maggioranza che sostiene il sindaco Giovì Monteleone. «La posizione della giunta – afferma il primo cittadino – è quella di affidare le reti ad Amap. Ieri abbiamo ricevuto una comunicazione dalla società che ci avverte che se non aderiamo, da lunedì Amap ci chiuderà i rubinetti. Il comune purtroppo non è nelle condizioni di garantire il servizio idrico».

Chiede invece che venga rispettata la volonta popolare, il presidente del consiglio Pietro Mannino: «nel 2012 i cittadini hanno votato per l’acqua pubblica. Amap purtroppo non ci da informazioni sulle tariffe che applicherà ai cittadini e sugli investimenti che farà sulla nostra rete, che è un colabrodo. Prima di approvare un’affidamento trentennale, propongo di chiedere una proroga alla società per fornirci precise garanzie sul servizio idrico».

Tendenzialmente favorevole all’adesione ad Amap è invece il gruppo di minoranza “Carini Pulita”: «La legge – afferma Giuseppe Cilluffo – prevede la gestione in house, ma a patto che venga creata una società. Ma il comune non ha un centesimo da impiegare in tale operazione, rischiamo il dissesto finanziario e i dipendenti attendono ancora lo stipendio di gennaio. L’unica alternativa valida è la proposta di Amap, ma decideremo ufficialmente oggi in consiglio comunale.»

Voteranno contro l’adesione ad Amap, i consiglieri del Movimento 5 Stelle: «Chiederemo una proroga di sei mesi, in attesa di conoscere la nuova legge regionale che si sta riscrivendo in questi giorni» afferma Ambrogio Conigliaro. «Non ci sembra opportuno affidarci ad una società per un periodo così lungo e senza garanzie sul futuro del servizio. Proporremo pure di far decidere i cittadini attraverso un referedum comunale».

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