Bocciato il sequestro Rappa per un “errore”

Dal caos dei beni sequestrati alla mafia emerge un errore, che sta alla base di uno dei più grossi sequestri eseguiti seguiti negli ultimi anni dalla sezione “Misure di prevenzione” finita sotto inchiesta e azzerata. Si tratta del patrimonio da 800 milioni della famiglia Rappa, che comprende fra i numerosi beni, la concessionaria di auto di Isola delle Femmine. Come riporta Live Sicilia, la Cassazione avrebbe bocciato il sequestro perchè sarebbe stata utilizzata la nozione di “eredi di fatto”, fattispecie non prevista dal Codice Civile. In piedi resta solo il filone che riguarda Filippo Rappa, figlio di Vincenzo ed erede diretto insieme agli altri due fratelli, Maurizio e Sergio. I nipoti, invece, non sono eredi, e scrivono i giudici della Cassazione, “deve escludersi alcuna interpretazione di tipo analogico, quale quella proposta dal Tribunale”. E cioè dalla sezione Misure di Prevenzione allora presieduta da Silvana Saguto, oggi indagata e sospesa. I beni dei Rappa – società, aziende, la televisione Trm, concessionarie di pubblicità e auto – restano, però, bloccati in virtù di un secondo decreto di sequestro. Visto che i nipoti di Vincenzo Rappa non erano tecnicamente eredi, il Tribunale, due mesi dopo e dunque oltre i cinque anni, ripropose il sequestro facendo ricorso alla formula “eredi di fatto”. La Cassazione boccia anche la tempistica del provvedimento: il quinquennio è un termine perentorio.

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