Condanna per abusivismo edilizio a Carini

Poco più di cinque anni prima aveva iniziato a realizzare una struttura abusiva , a due elevazioni fuori terra, in un terreno di sua proprietà, in via Passo D’Acqua a Carini, che pertanto era stata posta sotto sequestro dalla polizia municipale.

Diciotto mesi dopo, ad un nuovo controllo dei vigili urbani, veniva accertato dagli stessi agenti che il manufatto era già in corso di definizione.

Nella sostanza , il proprietario e committente delle opere edilizie abusive ( che fra l’altro era stato nominato anche custode giudiziario dell’immobile) avrebbe violato i sigilli , continuando così nella prosecuzione dei lavori.

Da ciò ,l’impianto del procedimento giudiziario nei confronti dell’imputato, C.M., 55 anni, di Carini, che a chiusura dell’istruttoria dibattimentale, ritenuto colpevole dei reati ascrittigli, previa concessione delle circostanze attenuanti generiche ( che hanno fatto leva anche sul comportamento non violento posto in essere dall’imputato all’epoca del sequestro della fabbricato , è stato condannato ad un anno di reclusone e a 400 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

La sentenza è del giudice della terza sezione penale del tribunale di Palermo, Provvidenza Di Grigoli.

La vicenda , nello specifico, risale a marzo del 2010, quando gli agenti la polizia municipale di Carini, nel corso del primo accertamento,come è emerso nel corso del processo, hanno scoperto che in un lotto di terreno a Carini, di proprietà dell’imputato , lo stesso stava realizzando un manufatto di una superficie complessiva di 148 metri quadrati, di cui 88 mq al piano terra e circa 60 al primo, con solaio di copertura in travi e tegole.

La struttura era stata anche tompagnata e trammezzata, con solaio di interpiano in latero-cemento. Inoltre, per l’acceso al primo piano era stata realizzata una scala in cemento armato. Il tutto senza alcuna autorizzazione sia del Comune che del Genio Civile e in assenza di un progetto redatto da un tecnico abilitato.

La struttura peraltro era ricadente in una zona a rischio sismico, per cui occorrevano le preventive autorizzazioni previste dalla normativa in materia antisismica, di cui il proprietario era sprovvisto.

Da qui, il sequestro delle opere abusive con ordinanza del gip di Palermo. Sigilli che , come detto, a distanza di circa 18 mesi e precisamente a settembre del 2011 sarebbero stati violati dallo stesso proprietario , nominato custode giudiziario dell’immobile.

L’uomo , avrebbe proseguito così nell’esecuzione dei lavori , come avrebbero accertato i vigili urbani nel corso del secondo sopralluogo,quando avrebbero constatato che il manufatto era in corso di definizione.

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