Nuovo Mandamento, in aula depongono due imprenditori di Giardinello

Hanno deposto in aula nel processo “Nuovo Mandamento”, i fratelli Filippo e Pietro Misuraca, imprenditori di Giardinello taglieggiati dal pizzo che hanno confermato il clima di paura instaurato dal clan locale, per imporre il pagamento della messa a posto.
Filippo Misuraca, in particolare, ha letto due lettere scritte dalle figlie che raccontano l’angoscia per il periodo che stavano attraversando: “i carabinieri ci seguono perchè hanno paura che succeda qjualcosa a mio padre, come quando ci hanno bruciato la macchina”.
In un altra lettera raccontano: “caro Padre Pio, i carabinieri ci hanno aiutati a spegnere la macchina di mio padre, che ha fatto arrestate persone cattive che volevano tanti soldi”.
In aula Filippo Misuraca ha parlato davanti a tre imputati, ai carabinieri che ringrazia per la professionalità con la quale lo proteggono, ai componenti di Addiopizzo “che mi sono stati vicini e mi hanno dato coraggio”.
In Corte d’assise – come riporta il Giornale di Sicilia – si celebra il processo scaturito dall’operazione antimafia dell’aprile del 2013, che si concluse con una raffica di arresti tra Montelepre, Partinico, Camporeale, San Giuseppe Jato e Monreale. In aula anche gli imputati Giuseppe Lombardo (l’udienza è dedicata all’estorsione che questi avrebbe commesso con Giuseppe Abbate, già giudicato con l’abbreviato) Giuseppe Lucido Libranti e Giuseppe Antonino Vassallo (imputati anche per l’omicidio Billitteri).
Gli imprenditori stavano realizzando un parcheggio a Montelepre. Filippo Misuraca racconta la richiesta di 1,000 euro, la percentuale era uguale per tutti i lavori: il tre per cento dell’appalto. In questo caso l’importo era di 700,000 euro. “Sono venuti fino a casa mia per chiedere i soldi, era l’estate del 2012”. Misuraca risponde anche alle domande del legale di Addiopizzo Ugo Fiorello , parte civile al processo, che gli ha chiesto se conosceva Vincenzo Carlo Lombardo, fratello di Giuseppe, imputato al processo. “Lo conosco dal 2007, avevo paura di lui” ha dichiarato. “Ogni volta che facevo lavori, tutti mi dicevano: “salutaci a Vincenzo, salutaci a Vincenzo”. E ricorda una volta quando Giuseppe Abbate gli disse: “tu sei di Giardinello, io sono il tuo referente, a me ti devi rivolgere quando hai problemi”. Il fratello, Pietro Misuraca invece ha spiegato che nel primo verbale reso ai carabinieri, non era riuscito a raccontare il suo dramma per paura. Ieri, in aula, ha confermato tutto.

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