Rifiuti e servizio idrico, i passi avanti del sindaco Coppola

Acqua e rifiuti sono gli argomenti su cui, nel primo anno di mandato elettorale, il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola, ha particolarmente lavorato. Il primo cittadino spiega i propri programmi per ottimizzare ed economicizzare, nell’imminente futuro, i due importanti servizi.
«Vogliamo pagare quello che conferiamo in discarica e, alla ditta che gestisce il servizio, le spese per il personale e quelle generali, ma di certo non vogliamo regalato alcunché esigendo, al contempo, maggiore correttezza amministrativa».
Ad affermarlo è il sindaco di Castellammare del Golfo Nicolò Coppola che, in questo primo anno di mandato, ha partecipato al passaggio dall’ATO alla SRR, ed in particolare al ritorno al Comune della gestione del servizio ereditato dall’appalto ATO /AIMERI.
Coppola sostiene di avere subito notato delle incongruenze sui conti. “Il sistema di calcolo usato dall’ATO (e approvato dall’assemblea dei soci) aveva preso come moltiplicatore la quantità di rifiuti prodotti e non il dato ovvio che è quello del personale impiegato, aggiungendovi poi quello delle spese generali sostenute.
Questo non ci sta bene sottolinea il sindaco Coppola – ma soprattutto non può stare bene ai nostri concittadini». Nel 2016 dobbiamo essere pronti all’affidamento del nuovo servizio, dobbiamo prepararci a delle scelte che vanno fatte nel pieno spirito della condivisione di tutte le forze politiche affinché si possano avviare soluzioni economicamente sostenibili che tutelano la salute, la pulizia, il decoro urbano, i livelli occupazionali ma anche l’economicità di spesa, beneficiando di costi di gran lunga inferiori e un servizio più moderno anche attraverso l’impiego di tecnologie capaci di fronteggiare l’evasione che ad oggi si attesta al 30%, facendo pagare in proporzione ai rifiuti che si producono.
In merito alla vicenda annosa del servizio idrico, il primo cittadino di Castellammare del Golfo afferma di avere seguito la vicenda con impegno, ipotizzando il passaggio al Comune, così come indirizzato dal precedente consiglio comunale, con quello che resta dell’EAS.
“Avevamo anche realizzato una ipotesi di passaggio che prevedeva un periodo di accompagnamento di due anni, anche al fine di recuperare il credito che dovrebbe essere di circa 2 milioni di euro, di cui 900 mila per canoni di depurazione -spiega il sindaco Nicolò Coppola – ma come tutti gli altri comuni ci siamo “incartati” su una norma che consente da un lato di acquisire il servizio, mentre dall’altro ci obbliga a forme di associazione tra enti locali che non siamo ancora in grado di affrontare con la maturità e la serietà necessaria.
La finanziaria ter del governo regionale aveva fatto chiarezza, ma il commissario dello Stato ha emesso l’impugnativa e quindi ad oggi siamo impantanati, come ormai succede da tanti anni e paghiamo parecchio in termini di manutenzione che l’EAS di fatto non è più in condizione di garantire».
«Personalmente sto svolgendo con insistenza un ruolo di “educatore” delle amministrazioni meno mature nell’accettare forme di associazionismo che ci consentano l’attivazione di modelli aziendalistici virtuosi per la gestione dei servizi idrici –conclude il sindaco Nicolò Coppola- qualche passo si è fatto, ma non con quell’energia che avrei sperato. Ciò spinge questa amministrazione ad insistere e farsi modello virtuoso per gestire da capofila l’associazione con altri enti locali».

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