Libyrinth, sequestrato pesce rietichettato o non tracciato a Carini e a Terrasini

Oltre 1600 chili di filetto di nasello della patagonia è stato sequestrato nel deposito di un grossista di Carini. Era stato rietichettato sotto la dicitura di nasello dell’oceano Atlantico, specie molto piu’ pregiata rispetto al povero nasello patagonico; si ipotizza quindi il reato di frode in commercio.

E in un centro di stoccaggio sempre a Carini sono stati scoperti diversi esemplari interi di pesce spada non tracciabili e circa 30 vasetti di polpa di ricci congelata senza le indicazioni di provenienza e di scadenza.

Sotto la lente di ingrandimento anche i punti vendita al dettaglio di prodotti surgelati.

A Terrasini è infatti stato multato il titolare di un punto vendita per violazione degli obblighi di rintracciabilità del pesce e per l’utilizzo di sacchetti anonimi preconfezionati privi di alcuna informazione (filetti di platessa, pesce pagello, pesce spada, merluzzo e seppie).

L’operazione “Labyrinth” condotta a Palermo e provincia della Capitaneria di porto ha portato al sequestro complessivo di oltre 5 tonnellate di pesce scaduto da un anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Hide picture