Il presidente del PD: “chi si tira fuori non è in minoranza ma è un fuoriuscito”

“Un partito non ha padroni e, proprio per questo motivo, non ha servi. Coloro che la pensano diversamente, e di conseguenza agiscono, non solo non sono democratici ma ledono, consapevolmente o meno, la capacità d’azione politica del partito a cui appartengono – e non che appartiene loro – ridicolizzandone finanche l’immagine e la stima nei riguardi dell’opinione pubblica”.

Scrive anche questo nella sua lunga riflessione Michele Galati, rappresentante del gruppo dei renziani del circolo territoriale del Pd di Partinico, presidente dell’assemblea degli iscritti del Partito Democratico e coordinatore del locale Big Bang.

Galati interviene sulle innumerevoli querelle tra la maggioranza e la minoranza del PD, termini con cui la stampa ha etichettato le due fazioni ma –sostiene- non ci possono essere queste due aree se non all’interno del partito, chi si tira fuori non è minoranza ma è un fuoriuscito.

Il rappresentante del gruppo dei renziani, parte da lontano, spiegando le motivazioni che hanno portato a far parte integrante del PD: parla della parentesi elettorale, quando Galati ed altri professionisti poi confluiti nel Big Bang, appoggiarono il candidato a sindaco Diego Campione che, al ballottaggio fece l’accordo con Salvo Lo Biundo, conquistando un posto in giunta; e parla pure della sfiducia al segretario Mariella Provenzano alla quale –spiega- avevamo offerto il nostro appoggio per cercare di far decollare un partito che giaceva nel più insano ed autoreferenziale immobilismo. Ma la mano tesa fu da lei scacciata.

Il resto è storia recente con l’elezione del nuovo segretario Franca Sicula e del nuovo direttivo.

In merito al fatto che il PD viene etichettato come il partito del sindaco Salvo Lo Biundo, Michele Galati ribatte: “se questo significa che il partito è di proprietà del sindaco, come nel passato lo è stato di altri, allora non ci stiamo, perché noi, le nostre idee, il nostro partito non sono proprietà di nessuno”.

In questo contesto –ribadisce il presidente dell’assemblea degli iscritti- cambiano senso anche i termini maggioranza e minoranza spesso utilizzati dalla stampa locale. Non ci possono essere queste due aree se non all’interno del partito, chi si tira fuori non è minoranza ma è un fuoriuscito. Non tocca a noi fare le analisi del sangue agli iscritti del partito democratico, non ci interessava prima e non ci interessa adesso. Abbiamo la capacità di dialogare pacatamente e positivamente con tutti, tranne che con coloro la cui fedina penale sarebbe motivo di vergogna solo a parlarci. Esistono statuti, codici e manifesti che regolamentano l’accesso al partito, commissioni di garanzia che esaminano i casi sospetti, e alla nostra struttura di partito intendiamo riferirci.

Ciò che ci interessa è far valere pienamente le nostre possibilità, sia con i numeri che possediamo, i quali, a meno di non parlare di aria fritta, in un partito hanno sempre il loro peso, sia con le tante professionalità e competenze presenti nel nostro gruppo. Possibilità che non sono fini a se stesse –conclude Michele Galati-, come mostrammo chiaramente già in campagna elettorale nel 2013, ma che sono finalizzate a porre le condizioni per una Partinico migliore, una Partinico che finalmente cambi verso.

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