Caso Bommarito illustrato nel convegno “Giustizia Ingiusta”

“Emotivamente tormentato probabilmente a causa del senso di colpa” è uno degli elementi che emerge da una preliminare perizia grafologica sulle lettere di Giuseppe Lo Biondo, reo confesso del rapimento di Pietro Michele Licari, avvenuto nel gennaio del 2007.

Le missive sono state inviate a Vincenzo Bommarito, giovane di Borgetto, accusato proprio da Lo Biondo di avere partecipato al sequestro del possidente partinicese ritrovato morto dopo un mese dentro ad un pozzo nelle campagne di San Cipirello.

Lo Biondo chiede perdono a Bommarito per averlo “tirato in ballo”, in una lettera scrive “io non dovevo parlare ma il danno ormai è fatto” e poi racconta che sarebbe stato picchiato in caserma.

Come è noto, sulla base di questi testi e sulla base di nuove presunte prove che invece ne dimostrerebbero la non colpevolezza, l’avvocato Cinzia Pecoraro ha chiesto la revisione del processo per il borgettano che è stato condannato all’ergastolo. La vicenda è stata ripercorsa durante un convegno ospitato ieri pomeriggio nell’auditorium del Collegio dei Gesuiti di Alcamo.

Il convegno “Giustizia Ingiusta – La legge è uguale per tutti?” è già alla quinta tappa. L’incontro è stato organizzato nella cittadina del trapanese per un duplice motivo: perché Vincenzo Bommarito la sera del sequestro si trovava proprio in questa zona e magari qualcuno possa ricordare di averlo visto e farsi avanti come testimone e poi perché proprio Alcamo è famosa per un errore giudiziario che è costato un ventennio di carcere a Giuseppe Gulotta e anni di latitanza a Vincenzo Ferrantelli e Gaetano Santangelo, tutti ingistamente accusati della “Strage della Casermetta” e tutti assolti. Dietro le sbarre era finito pure il partinicese Giovanni Mandalà decduto nel 1998. Sul caso Bommarito intanto proseguono le indagini da parte di un team di esperti.

All’incontro hanno partecipato Ernesto Mangiapane, esperto psicogiuridico in ambito criminologico, Tiziana Lanza psicologo forense, Vera Vetrano, grafologa, Cinzia Pecoraro avvocato cassazionista del Foro di Agrigento, Stefano Papa assessore del Comune di Alcamo e Caterina Bommarito, sorella di Vincenzo.

 

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