Mafia. Cimarosa: “Matteo Messina Denaro rifiutò di incontrare parente di Riina”

Persino un familiare di Totò Riina dovette incassare il grande rifiuto di Matteo Messina Denaro. A raccontare il retroscena è ancora il cugino del boss di Castelvetrano Lorenzo Cimarosa. Secondo quanto emerge dalle indagini dell’operazione Eden, il boss è guardigno, riservato, attento a tenere attorno a se, una rete di protezione più che blindata. Nelle sue dichiarazioni, Cimarosa ha assestato un duro colpo alla credibilità di Messina Denaro; non è ritenuto un pentito, anche se per sicurezza, è stato messo in isolamento e i suoi parenti sono sottoposti a sorveglianza. Ma è la prima volta che nella cerchia familiare del latitante c’è una dissociazione e qualcuno che rende dichiarazioni a carico di altri. In merito all’incontro mancato tra il latitante i parenti di Riina, Cimarosa parla di una situazione casuale, l’acquisto di un fuoristrada in una concessionaria di Corleone. Dopo averlo comprato, racconta “pochi giorni prima del mio arresto tornai a Corleone per alcune riparazioni, e il titolare della concessionaria mi disse, forse al fine di capire se avevo modo di contattare Messina Denaro, che vi era stato il genero di Riina che aveva cercato di contattare il latitante e che per questo si era rivolto a Vito Gondola, ma quest’ultimo gli rispose, che il latitante non poteva incontrarlo.” Cimarosa è stato molto netto: Messina Denaro non vuole incontrare nessuno. Quindi il contatto tra i due capi non ci sarebbe stato. Almeno recentemente. Di certo c’è solo un pizzino, ritrovato nel 2006 a Montagna dei Cavalli, nel covo di Bernando Provenzano, firmato “Alessio” che sarebbe lo pseudonimo di Messina Denaro, che faceva riferimento ad un contatto con Totò Riina.

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