Cinisi. Ricorso contro il “no” alla restituzione delle reti idriche

Passa dalle parole ai fatti, il sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo che nei giorni scorsi si era infuriato dopo lo stop alla restituzione delle reti idriche. L’amministrazione comunale ha conferito un incarico legale all’avvocato Accursio Gallo per contestare la decisione dei magistrati che si occupano del fallimento di Acque Potabili Siciliane. Il 30 dicembre infatti i giudici hanno negato al Comune di Cinisi la possibilità di riavere il servizio idrico. Una decisione inaspettata per il sindaco Palazzolo che era andato a Palermo invece per formalizzare il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Per il primo cittadino si tratta di una decisione illegittima che non rispetta l’autonomia dei comuni e quindi ha deciso di ricorrere alle vie legali. Erano pronti a riappropriarsi delle reti anche i comuni di Terrasini e Trappeto.
Il parere del tribunale di Palermo ha tenuto conto della nota dell’assessore regionale Nicolo Marino che di fatto, ha interrotto l’iter avviato dai curatori fallimentari che avevano convocato diversi sindaci che si erano detti disponibili a gestire l’erogazione dell’acqua. Ma l’assessore Marino aveva informato i giudici che sono in corso le procedure per la costituzione di un nuovo consorzio con a capo l’Amap, che dovrebbe sostituire Aps. Il tribunale ha comunque disposto l’obbligo per la Regione di rendere noto, entro il 15 gennaio, lo stato dell’iter per la costituzione del nuovo ente.

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