Carini. Il sindaco scrive ai contribuenti: “Per il 2013 niente TARES, rimaniamo con la TARSU!”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato ai contribuenti del sindaco di Carini Giuseppe Agrusa
Egregio/a Concittadino/a,
il Consiglio Comunale di Carini lo scorso 30 Aprile aveva stabilito le scadenze per il pagamento della TARES, la nuova tassa che, oltre al pagamento dello smaltimento dei rifiuti, comprendeva anche una quota relativa ai cosiddetti servizi indivisibili (sicurezza, illuminazione e manutenzione strade). La delibera prevedeva un primo acconto da pagare entro il 30 Giugno, poi posticipato al 30 Luglio e il saldo da pagare entro il 30 Novembre. L’acconto era calcolato al 100% di quanto pagato nel 2012 per la TARSU (ad esclusione di una piccola componente di questo tributo), mentre per il saldo si doveva attendere l’emanazione dell’apposito regolamento TARES e delle relative tariffe.
Per poter applicare le nuove tariffe era stato effettuato un confronto sulle superfici tassabili tra la situazione risultante al Comune e quella presente presso il Catasto; in tutti i casi in cui erano emerse differenze, era stata inviata una lettera per segnalare l’anomalia e, quindi, per richiedere la correzione. Nel corso dell’anno, sono emerse più volte contraddizioni a livello normativo, con continui cambiamenti in corsa, tanto da portare all’eliminazione della TARES a partire dal 2014, quando entrerà in vigore la nuova tassa IUC composta dalle due tasse, TASI e TARI e dall’IMU. Tutta questa confusione ha portato a far spendere tempo e denaro a tutti i Comuni per consulenze specialistiche e software da adeguare continuamente.
Per il 2014 si prevedeva, fino al 24 Ottobre dello scorso anno, che sarebbe rimasta comunque in vigore la TARES e, pertanto, il Comune di Carini avrebbe avuto l’obbligo di seguirne le regole che avrebbero portato, come è successo in altri Comuni, a situazioni di difficoltà, in quanto qualcuno avrebbe pagato di meno mentre altri, in particolare le famiglie numerose e le attività commerciali, avrebbero subito aumenti anche di quattro o cinque volte rispetto a quanto pagato l’anno precedente.
A segnare la svolta definitiva è stato il Senato, in sede di conversione in Legge del D.L. n. 102 del 31 Agosto 2013 relativo a disposizioni in materia di IMU e altri argomenti; in questo decreto si parla anche di TARES ed all’art. 5 comma 4 quater è stata prevista la facoltà ai Comuni di continuare ad applicare la TARSU anche per il 2013.
Il Comune di Carini ha inteso, quindi, perseguire questa strada rinunciando ad introdurre la TARES, così evitando di andare a creare situazioni di eccessiva tassazione verso alcune categorie di contribuenti. Rimangono però due obblighi: il primo prevede che il costo intero del servizio di raccolta rifiuti e dei servizi indivisibili sia coperto dai contribuenti (a meno che il Comune trovi altre risorse per coprire la differenza); il secondo prevede l’aggravio aggiuntivo di € 0,30 a metro quadro da corrispondere direttamente allo Stato.
Va precisato che il Comune di Carini aveva provveduto nel 2012 all’aumento delle tariffe nella misura del 20%, con una presunta copertura dello 0,96%. Purtroppo, il costo complessivo per la gestione dei rifiuti è risultato, negli ultimi anni, tendenzialmente in aumento. Purtuttavia, il Comune, in assenza di formale approvazione per l’anno 2013 del piano finanziario della Società Servizi Comunali Integrati sp.a in liquidazione, che si occupa della gestione del servizio per conto dei Comuni dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) Palermo 1, scegliendo il regime della precedente tassazione e ritenendo di doversi basare sull’ultimo dato disponibile relativo al costo del servizio 2012, è stato costretto a aumentare le tariffe TARSU del 32,60% per arrivare a coprire il 100% del costo del servizio. Pertanto, si è dovuto applicare in modo uniforme l’aumento del 32,60% a tutti i contribuenti calcolando la tariffa con le regole TARSU applicate fino allo scorso anno.
Quindi, tutti i cittadini si troveranno a dover pagare entro il 15 Febbraio 2014 un saldo, che sarà TARSU e non più TARES e che comprenderà un aggravio del 32,60% sullo scorso anno nonchè un costo aggiuntivo di € 0,30al metro quadro destinato allo Stato.
Pur comprendendo che anche il suddetto aumento è un serio problema per le famiglie in difficoltà, l’obbligo di coprire completamente i costi non può essere eluso dal Comune e vista la situazione finanziaria difficoltosa, non è pensabile di reperire in altra forma le somme necessarie per la copertura dei costi del servizio in questione, anche a causa dell’incertezza normativa che ha reso assai difficile la predisposizione del bilancio comunale.
Quindi, nella seduta del 29 Novembre 2013, il Consiglio Comunale ha provveduto a modificare la precedente deliberazione in modo da eliminare il versamento a saldo della Tares.
Successivamente, il 30 Novembre 2013, la Giunta Comunale con delibera n.166 ha approvato le nuove tariffe TARSU per l’anno 2013, con il suddetto aumento del 32,60%, incidendo in misura assai più ridotta rispetto alle sperequazioni ed ai rincari esagerati della Tares e demandando all’Ufficio Tributi l’elaborazione e l’invio a casa dei relativi avvisi di pagamento e modelli F/24 per il pagamento del contributo statale a titolo di maggiorazione per i servizi indivisibili e del saldo TARSU 2013.
Pertanto, il bollettino a saldo che arriverà a casa porterà la dicitura e il codice della vecchia tassa.
Purtroppo, lo Stato è sempre più alla ricerca di risorse ed ha ormai preso l’abitudine di istituire nuove forme di tassazione a proprio favore, salvo poi farle esigere dai Comuni. Nella fattispecie concreta si è inventato la contribuzione aggiuntiva di 0,30 centesimi per ogni metro quadro di superficie abitativa delle nostre case. Soldi che verranno richiesti dal Comune con la classica bolletta ma che poi, attraverso gli F24, andranno direttamente nella casse statali. Un aumento di tassazione che certamente non fa piacere, ma che, se non ci fosse stata la possibilità di ritornare alla Tarsu, almeno per l’anno 2013, avrebbe comportato sicuramente una più penalizzate distribuzione del carico del tributo a carico delle attività imprenditoriali e delle famiglie, con bollette triple e quadruple rispetto agli anni scorsi.
Un fatto che, in una situazione già economicamente piuttosto difficile, avrebbe rischiato di mettere alla corde più di un soggetto e che l’Amministrazione Comunale ha voluto a tutti i costi evitare ritornando al vecchio sistema di tassazione, con l’auspicio che le attività di contenimento della tassazione e soprattutto, di miglioramento del servizio possano proseguire, legislatore permettendo, anche per i prossimi anni.

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