Carini, attentato incendiario ai danni di un funzionario comunale

Potrebbe essere la forte pressione fiscale, determinata anche dal recente aumento delle tasse locali, a celare il movente dell’inquietante attentato incendiario perpetrato nel pieno centro storico di Carini. Ignoti, nella notte, hanno appiccato il fuoco al portone d’ingresso della palazzina patronale di via Dietro Il Carmine in cui risiede una dipendente comunale. Rosetta Failla, Capo Ripartizione Tributi nell’ente locale, vive al primo piano dell’edificio preso di mira dai malviventi, in cui, al piano superiore, abita anche la sorella. Gli attentatori, per innescare il rogo, avrebbero utilizzato del liquido infiammabile. Nessuno si sarebbe accorto delle fiamme, che fortunatamente si sono auto estinte dopo aver arrecato danni parziali, oltre che all’entrata, alla saracinesca del garage adiacente e al prospetto dello stesso immobile. Ad accorgersi di quanto accaduto, questa mattina, sarebbe stata la stessa funzionaria pubblica che ha subito denunciato l’episodio ai carabinieri della compagnia di Carini. Ai militari, la donna, ha raccontato di essere terrorizzata per quanto subito, poiché convinta che sia conseguenza del grande disagio sociale che la città sta attraversando e di voci messe artatamente in giro su presunte responsabilità da attribuire alla stessa per i recenti rincari eseguiti nei tributi locali, finalizzati a guadagnare pseudo-incentivi. “Niente di più falso – afferma Rosetta Failla – non faccio altro che rispettare le indicazioni che mi vengono fornite dagli amministratori e sulle quali, in più occasioni, ho apposto pareri contrari”. A determinare i fatti, quindi, potrebbe essere stato il pesante clima economico-finanziario che attanaglia la popolazione. Dietro l’intimidazione potrebbe celarsi qualche balordo di turno, erroneamente convinto di avere individuato il capro espiatorio per farsi giustizia da solo. I carabinieri, comunque, indagano a 360 anche se la pista legata all’attività professionale svolta dalla donna, resta quella privilegiata. I Responsabili delle strutture operative del Comune di Carini, intanto, esprimono piena solidarietà alla collega Rosetta Failla per l’atto intimidatorio subito, auspicando che tali episodi non debbano più verificarsi, nella certezza che nessuna vile minaccia può ostacolare il cammino di chi ogni giorno compie il proprio dovere con correttezza ed onestà. Anche il sindaco di Carini, Giuseppe Agrusa, è sconcertato per l’accaduto. “la gente non ha capito – dice – che noi siamo l’ultimo anello di una catena, a cui tocca solo eseguire le disposizioni dettate da Stato e Regione. Non siamo noi i responsabili della crisi attuale, siamo le vittime sacrificali e quanto accaduto alla nostra dipendente ne è la prova. Mi auguro che non si verifichino più episodi analoghi e che i cittadini comprendano il reale stato delle cose”.

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