Partinico. Acqua, scontro tra sindaco e opposizione

Sulla gestione dell’acqua, si passa dalla padella alla brace. La volontà dei cittadini che nel 2011 avevano votato contro la privatizzazione del servizio idrico, è carta straccia. E’ quanto dichiarano dal movimento politico “Cambiamo Partinico” che ha presentato un’interrogazione consiliare sulla questione, ricordando che “il vicino comune di Borgetto nel 2008 decise di mantenere la gestione pubblica dell’acqua. Nelle ultime settimane – dichiarano Gianluca Ricupati e Valentina Speciale – mentre sette comuni della provincia si sono detti contrari alla gestione con l’Eas, Partinico ha deciso di consegnare le reti idriche all’Ente Acquedotti Siciliani, una società in liquidazione che ha oltre 500 milioni di debiti e che non riesce a garantire adeguatamente il servizio nelle altre province dell’Isola.” Secondo Cambiamo Partinico la scelta dell’amministrazione Lo Biundo non è frutto di improvvisazione o incompetenza, ma di uno “squallido gioco politico” per regalare ancora un volta le reti idriche ad un altra società, su proposta di Crocetta e Marino. Per Ricupati e Speciale, l’obiettivo del sindaco è quello di ottenere un posto all’Ars o al parlamento nazionale.

Non si è fatta attendere la replica dell’amministrazione comunale. “Acquisire le reti idriche senza una legge regionale avrebbe tagliato fuori automaticamente centinaia di lavoratori, provocato un blocco  immediato del servizio e obbligato il Comune di Partinico a fare un salto nel buio” si legge in una nota diffusa dal comune. “Affermare che il sindaco di Partinico ha preferito dare le reti all’EAS invece di acquisire direttamente il servizio idrico, denota una scarsa conoscenza della problematica. Quella della minoranza – continua la nota – non è una posizione politica ma uno sterile tatticismo propagandistico che dimostra una cosa sola: l’assoluta indifferenza nei confronti del problema. Chi se ne frega dei lavoratori, l’importante è criticare l’amministrazione. Chi se ne frega del rischio del blocco del servizio, la priorità è  polemizzare  ed attaccare. A chi importa che il ritorno al servizio idrico comunale sia disciplinato da una legge regionale  chiara su competenze e risorse, per tornare  finalmente ad una gestione pubblica efficiente.” si legge nella replica della giunta Lo Biundo. “La verità – conclude la nota – è che all’opposizione comunista, e a qualche altra comparsa che gioca a fare il battitore libero, dell’acqua pubblica non importa nulla.  I problemi complessi  non si affrontano con il finto attivismo da salotto.”

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