Assalto ai tir con sequestri, 8 condanne

Seguivano i tir fino a Palermo. Qui entravano in azione, sorprendendo l’autista nei pressi degli svincoli autostradali. Bloccavano il mezzo e poi si dirigevano verso il deposito di Carini nella zona industriale dove uno della banda faceva il custode. Per le 21 rapine, messe a segno tra il 2008 e il 2009, sono stati condannate dal gup Nicola Aiello otto persone: cinque con il rito abbreviato, mentre altre tre hanno patteggiato la pena. Dieci anni sono stati inflitti a Fabio Prestigiovanni e Antonio Lo Coco, otto anni a Ludovico Blandino e Antonino Carra, quattro anni a Giovanni Amodeo. Hanno patteggiato Alessandro Noto (otto mesi), Antonino D’Alessandro (un anno) e Filippo Abbate (un anno e otto mesi), pene sospese. Gli otto rispondevano, a vario titolo, di associazione per delinquere e ricettazione. Nei numerosi colpi messi a segno, la banda avrebbe rubato pneumatici, prosciutti, panettoni, passate di pomodoro, detersivi, vernici, birra e latte. Gli arresti erano scattati alla fine di novembre dello scorso anno, al termine di un inchiesta della polizia postale coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Bonaccorso. Grazie anche alla collaborazione di alcuni degli imputati era stato possibile ricostruire la vicenda. La tecnica utilizzata dalla banda sarebbe stata sempre la stessa. Individuato un carico, una parte del gruppo avrebbe assaltato i tir, minacciando gli autotrasportatori con una pistola e sequestrandoli; altri uomini portavano via il camion fino al deposito di via don Luigi Sturzo di Carini, di proprietà di Blandino, dove le pedane di merce venivano scaricate. Gli automezzi pesanti venivano poi abbandonati tra le campagne del capoluogo e gli autisti rilasciati. Un business illecito fiorente fruttato centinaia di migliaia di euro a cui la giustizia ha posto fine

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