Satanismo, furti e profanazioni sacrileghe preoccupano le forze dell’ordine

I seguaci di Satana in Sicilia sarebbero in crescita e ad evidenziare il fenomeno sono i numerosi furti sacrileghi registrati anche nel nostro territorio. Solo nel 2012, tre furti di ostie, rivendute poi a 50 o 100 euro l’una, sono stati segnalati nella sola provincia di Palermo: il 12 febbraio a Terrasini, il 2 marzo a Cinisi, il 3 marzo a Villagrazia di Carini; mentre recentemente, sono state registrate diverse profanazioni di luoghi sacri, come il danneggiamento del tabernacolo della Chiesa Madre di Terrasini avvenuto lo scorso 4 novembre, o la denuncia del vescovo di Monreale, Michele Pennisi, che il 15 ottobre scorso sorprese alcuni turisti francesi mentre tentavano di portar via l’ostia appena ricevuta per la comunione in cattedrale, o l’incursione del 6 settembre scorso nella Chiesa del Sacro Cuore di Partinico, dove i ladri sono riusciti ad aprire la teca blindata con le spoglie della beata Pina Suriano, portando via una collana in oro e un rosario, o ancora la figura di Lucifero apparsa su rudere di via Tina di Lorenzo, lo scorso settembre, nel popolare quartiere palermitano dell’Albergheria. Eventi che, sotto il profilo della sicurezza, preoccupano le forze dell’ordine che hanno deciso di ricorrere alle competenze di esperti del settore degli adoratori di Lucifero per non trovarsi ulteriormente impreparati di fronte al fenomeno. L’iniziativa è dei carabinieri del comando provinciale di Palermo che ha coinvolto una cinquantina di uomini tra ufficiali e agenti di polizia giudiziaria in un seminario su magia e satanismo e sui relativi aspetti criminologici. Recentemente anche il ministero dell’Interno ha inviato una circolare a tutti i comandi, le questure e le prefetture d’Italia sull’esponenziale diffusione del fenomeno delle sette esoteriche, di “aggregazioni” religiose o pseudo tali, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo. Il seminario è stato presieduto dal padre domenicano François Marie Dermine, esorcista e presidente nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. Gli esperti hanno sottolineato che una volta era più facile rintracciare le gang del diavolo. Oggi, invece, con la tecnologia, i capi usano internet per organizzare le cerimonie, creando dei blog dove parlare in codice con gli adepti e dove si accede solo attraverso l’uso di password. Poi, per non lasciare tracce, disattivano gli account. E per ogni incontro ripetono la stessa operazione. I crimini satanici riguardano i reati commessi da giovani o da adulti criminali. Nella pratica non sono diversi da altri comportamenti illegali, ma la differenza sta nel fatto che chi li compie fa riferimento ad un sistema di credenze distruttive ed occulte. La distinzione tra un normale criminale e un satanista sta nel pensiero occulto: motivo per cui il semplice vandalismo diventa un vandalismo antireligioso, lo stupro uno stupro ritualistico e l’omicidio un sacrificio. Il giovane che entra a far parte di una setta vive spesso una situazione familiare problematica. Per molti adorare il diavolo è una forma di ribellione contro il sistema che non dà spazio per auto affermarsi. Restano comunque ragazzi dal basso profilo criminale, imputabili solo di furto e, nei casi più gravi, di istigazione al suicidio. Le difficoltà della magistratura nell’indagare sulle sette sataniche risiedono nelle tecniche di manipolazione psicologica a cui sono sottoposti gli adepti, nella diffusa omertà, nelle minacce ai “collaboratori di giustizia” e le conseguenti ritrattazioni, nelle leggi insufficienti a reprimere il fenomeno.

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