Ripubblicizzazione dell’acqua. Manca la legge, i dubbi dei sindaci di Carini e Corleone

La carenza di personale specializzato, il mancato stanziamento di fondi nel bilancio comunale che dovrebbe essere approvato entro il prossimo 30 novembre e l’assenza di una legge che regoli la ripubblicizzazione dell’acqua, per tutto ciò il Comune di Carini non è in grado attualmente di tornare a gestire autonomamente il servizio idrico. Alla nota ricevuta dai curatori fallimentari di APS, che intimava alle amministrazioni di 52 comuni di riacquisire immediatamente le reti, Agrusa ha quindi risposto di No, ovviamente si tratta di una decisione momentanea in attesa di nuovi sviluppi. Dubbi sulla praticabilità dell’affidamento diretto ai comuni delle reti idriche, vengono espressi anche dal sindaco di Corleone Lea Savona, che domani sarà ascoltata dalla IV commissione “Ambiente e Territorio” all’ARS. Il primo cittadino intende accogliere la volontà espressa dalla polazione con il referendum di giugno 2011, ma secondo la legislazione vigente i Comuni non possono gestire l’acqua, si tratterebbe di un grave atto arbitrario –dice ancora Savona- non supportato da alcun fondamento giuridico. Il sindaco di Corleone invita quindi gli organi competenti ad intervenire, per scongiurare soprattutto l’interruzione del servizio idrico nei 52 comuni serviti da APS

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