Partinico. Truffa alle assicurazioni, i falsi incidenti costavano fino a 19.000 euro

Venivano simulati decine di incidenti falsi in quell’area di contrada Vacanti a Partinico. Grazie alla complicità di medici, periti e avvocati, fingevano danni fisici e la la cifra sfiorava i 20,000 euro. Al centro dell’organizzazione c’era Vincenzo Nobile.
Sono 91 in tutti i sinistri elencati nell’ordinanza firmata dal gip Morosini, che giovedì hanno portato all’arresto di 11 persone (una in carcere e 10 ai domiciliari) e ad indagarne altre 34. In realtà i casi finiti sotto la lente della procura erano molti di più, almeno il triplo, ma alla fine si è deciso di puntare su quelli per i quali le prove erano più consistenti. Tra questi c’è ne uno in particolare, in cui la compagnia assicurativa Liguria fu costretta a liquidare 19 mila euro. L’incidente secondo quanto denunciato, avvenne il primo luglio 2008 a Borgetto, e coinvolse tre auto, ma dall’esame delle carte degli investigatori hanno riscontrato manomissioni nei numeri di targa e altre incongruenze che hanno portato un paio di indagati, tra cui Ciro pellegrino e Stefano Fedele, ad incassare migliaia di euro, mentre per il suo contributo l’avvocato Ennio Cipolla, ex vicesindaco di Partinico pure lui finito ai domiciliari, ottenne 500 euro. Ma quello di Borgetto non è l’unico maxi risarcimento. Scorrendo le cifre si trovano infatti 15,000 euro per un incidente denunciato a settembre 2009 a Partinico, di cui avrebbero beneficiato Alessandro Butera e Giovanbattista Saputo, cognato di Vincenzo Nobile. E poi ancora tanti altri incidenti con migliaia di euro di risarcimento. La lista è lunga. E nonostante le denunce e gli arresti, le indagini su questa maxi truffa alla compagnie di assicurazioni potrebbero riservare ulteriori sviluppi, coinvolgendo oltre ai numerosi professionisti finiti sotto inchiesta, anche gli automobilisti e i falsi testimoni che si sono prestati al gioco.

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