Partinico. Tentata rapina con sequestro di persona alla gioelleria Cucchiara

Risveglio da incubo per una famiglia di Partinico, tenuta prigioniera da cinque rapinatori che sotto la minaccia di una pistola hanno tentato di farsi aprire la porta della gioelleria Cucchiara, in via Zito. I delinquenti hanno suonato alle 5.15, al citofono dell’abitazione dei coniugi Francesco Cucchiara 82 anni e Calogera Cannavò 72 anni, fingendosi finanzieri. La donna ha subito chiamato la figlia Maria Grazia di 40, che insieme al marito Nunzio Quatrosi 53 anni, -collega di TV7 e impiegato comunale-, vive al piano di sopra, nel frattempo però presa dal panico ha aperto il portone. Così in un batter d’occhio la famiglia Cucchiara, si è ritrovata dentro ad un incubo. Davanti l’uscio di casa dell’anziana coppia, si sono presentati in cinque, quattro erano travestiti da militari della guardia di finanza ed uno da carabiniere, hanno esibito un foglio sul quale avevano scritto più o meno così “il magistrato dispone la perquisizione domiciliare perché i titolari della gioelleria Cucchiara sono accusati di ricettazione di oro”. Intanto dal secondo piano arrivano Nunzio Quatrosi con la moglie –che prima di scendere aveva telefonato al fratello, comunicandogli la visita da parte della guardia di finanza- e si ritrovano in cucina di fronte ai rapinatori. Maria Grazia Cucchiara è avvocato e quindi ha fatto presente ai fittizzi militari che per perqusire la casa era necessaria la presenza del suo legale, ed è a questo punto che si è scatenato il putiferio. In realtà Quatrosi aveva capito che non si trattava di vero personale delle forze dell’ordine; infatti –come ci ha raccontato al telefono- i cinque si sono presentanti col volto travisato da occhiali da sole e berretto in lana e, quella che si avvicinava di più ad una divisa era vestita dal finto carabiniere, mentre i fasulli finanzieri indossavano dei jeans, delle scarpe sporche di terra e come segno identificativo avevano soltanto una pettorina con su scritto Guardia di Finanza, insomma hanno utilizzato un abbigliamento simile ai travestimenti di carnevale. Dunque alle reticenze dell’avvocato 40enne, i rapinatori hanno estratto la pistola e l’hanno puntata alla schiena di Quatrosi, obbligandolo ad andare nella camera da letto dei suoceri, qui l’hanno fatto sedere sul letto e legato con delle fascette di plastica, poi l’hanno chiuso dentro la stanza insieme alla moglie che è riuscita a divincolarsi e a non farsi sottomettere dai malviventi, e al padre Francesco Cucchiara che cominciava ad avvertire un malore, l’ottantaduenne ha subito un intervento al cuore nel febbraio scorso. L’anziano quindi non è stato legato. Imprigionati i tre, i rapinatori hanno picchiato e sequestrato Calogera Cannavò e l’hanno trascinata giù per le scale, convinti che dalla palazzina potessero accedere alla gioelleria, ma i locali dell’attività commerciale, non sono collegati con l’abitazione dei Cucchiara. La donna che è stata colpita con un pugno al labbro e tenuta violentemente per un braccio, continuava ad urlare e così i rapinatori hanno pensato di fuggire. Scappiamo, scappiamo avrebbero gridato e Francesco Cucchiara che non era stato legato, dal comodino della camera da letto, ha estratto la pistola, legalmente detenuta e ha fatto fuoco dal balcone, mentre i rapinatori correvano verso la macchina, un’Alfa 156 parcheggiata vicino all’abitazione. Un’altra autovettura una Mercedes era in sosta poco distante e faceva da palo. Intanto in zona è arrivato il figlio della coppia di anziani, chiamato dalla sorella Maria Grazia prima di essere segregata. Si è subito accorto che qualcosa non andava, la luce accesa nell’abitazione dei genitori, le due macchine sospette, allora ha fatto il giro del quartiere e si è scontrato con una pattuglia dei Carabinieri e ha chiesto il loro aiuto. Pare che abbia visto pure scappare i rapinatori. I delinquenti sarebbero di nazionalità italiana, le vittime della rapina lo hanno intuito dall’ accento palermitano dei componenti della banda, anche se ci sarebbe almeno un napoletano. Per fortuna la conseguenza di questa terribile e allarmante vicenda è stata solo la paura per le quattro vittime, anche se Calogera Cannavò è dovuta ricorrere alle cure mediche dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Civico per le botte ricevute ed è stata già dimessa. Sulla tentata rapina con sequestro di persona indagano i carabinieri della compagnia di Partinico, guidati dal comandante Marco De Chirico. Questa mattina nell’abitazione della famglia Cucchiara in via Zito, è arrivata la scientifica per isolare eventuali tracce utili all’identificazione dei cinque rapinatori. Una svolta alle indagni potrebbe arrivare dai filmati estratti dalle telecamere di videosorveglianza installate sul prospetto esterno della palazzina, che con molta probabilità hanno ripreso la scena dell’arrivo e la fuga dei cinque finti militari. Il modus operandi utilizzato da questi criminali non sarebbe mai stato messo in pratica per commettere furti o rapine in paese. La redazione di Tele Occidente esprime solidarietà al collega Nunzio Quatrosi e alla sua famiglia vittima dell’inqualificabile gesto. Vicinanza al giornalista di Tv7 e ai suoi cari è stata espressa anche dal partito della rifondazione comunista

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