Partinico. Tentata rapina alla gioielleria Cucchiara, indagini sul ritrovamento di una Mercedes Classe A

Una Merces Classe A di colore scuro è stata ritrovata ieri sera in via Gerardi a Partinico e potrebbe trattarsi di una delle macchine utilizzate dai finti finanzieri per la tentata rapina ai proprietari della gioielleria Cucchiara in via Zito. La segnalazione di un’autovettura sospetta parcheggiata davanti un’attività commerciale è arrivata intorno alle 20.00 alla redazione di Tele Jato, che ha subito allertato il 112. Sul posto sono arrivati i Carabinieri del Nucleo Radiomobile che hanno richiesto l’intervento di un carroattrezzi per spostare la vettura in Caserma ed eseguire sul mezzo le prime verifiche. La Mercedes Classe A potrebbe essere stata abbandonata dai cinque rapinatori che all’alba di ieri hanno terrorizzato un’intera famiglia dentro la loro abitazione. La monovolume al momento del ritrovamento era aperta. Da una superficiale ispezione i Carabinieri hanno rinvenuto degli oggetti che farebbero ipotizzare che possa proprio trattarsi di una delle automobili utilizzate per il tentato colpo alla gioelleria Cucchiara. Sotto il sedile posteriore è stata infatti ritrovata una pistola-giocattolo, mentre nel porta oggetti del sedile passeggero anterirore un berretto in lana. Dalla descrizione fornita dalle vittime della rapina, i cinque criminali -quattro travestiti da finanzieri ed uno da carabiniere- indossavano proprio dei cappelli in lana e degli occhiali da sole per travisare il volto. Saranno adesso gli uomini dei RIS di Messina, arrivati questa mattina nella caserma di Partinico, ad analizzare la Mercedes Classe A, per rilevare le impronte digitali e altri elementi utili all’identificazione dei cinque malviventi. I rapinatori sono entrati in azione alle 5.15 di ieri nella palazzina di via Zito, con la scusa di una perquisizione domiciliare sono riusciti a farsi aprire il portone da Calogera Cannavò 72 anni. In casa si trovavano il marito Francesco Cucchiara 82 anni, la figlia Maria Grazia e il genero Nunzio Quatrosi. Sotto la minaccia di una pistola, i deliquenti travestiti da forze dell’ordine, hanno prima legato con delle fascette da elettricista Quatrosi e lo hanno chiuso in camera da letto con la moglie e il suocero, poi hanno picchiato e sequestrato l’anziana sperando di poter accedere ai locali della gioelleria. Quando hanno capito che l’abitazione non era collegata dall’interno con l’attività commerciale hanno deciso di darsi alla fuga e sarebbero proprio scappati a bordo di una Mercedes e di un’Alfa 156.

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