Partinico, rilevate impronte digitali da auto ritrovata in via Gerardi

Gli uomini della scientifica avrebbero già eseguito i primi rilievi sulla Mercedes Classe A ritrovata in via Gerardi a Partinico, a poche ore dalla tentata rapina perpetrata ai danni dei proprietari della Gioielleria Cucchiara di via Zito. Secondo gli investigatori, infatti, potrebbe trattarsi di una delle macchine utilizzate dai finti finanzieri che hanno fallito il colpo. Con le prime verifiche, i carabinieri del Nucleo Radiomobile della locale compagnia, hanno potuto rilevare alcune impronte digitali, anche dal volante dell’autovettura. Le stesse, sono state inviate ai Ris di Messina per ulteriori accertamenti, così come alcuni oggetti rinvenuti all’interno della monovolume, come un berretto di lana lasciato sul sedile posteriore e una pistola giocattolo nascosta sotto il sedile anteriore, lato passeggero. L’auspicio è che proprio in quel berretto si trovi traccia di qualche capello da cui estrarre il dna da comparare poi con soggetti schedati dalle forze dell’ordine. Già perché l’ipotesi che l’auto sospetta, ritrovata dai militari grazie alla segnalazione di un comune cittadino pervenuta a Tele Jato, sia una di quelle utilizzate dai cinque rapinatori che all’alba del 20 novembre scorso hanno terrorizzato un’intera famiglia dentro la loro abitazione è sempre più plausibile. Dalla descrizione fornita dalle vittime della rapina, i cinque criminali -quattro travestiti da finanzieri ed uno da carabiniere- indossavano proprio dei cappelli in lana e degli occhiali da sole per travisare il volto. I rapinatori erano entrati in azione alle 5.15 di mercoledì scorso, nella palazzina di via Zito. Con la scusa di una perquisizione domiciliare erano riusciti a farsi aprire il portone da Calogera Cannavò 72 anni. In casa si trovavano il marito Francesco Cucchiara di 82 anni, la figlia Maria Grazia e il genero Nunzio Quatrosi, collega giornalista. Sotto la minaccia di una pistola, i deliquenti travestiti da forze dell’ordine, avevano prima legato con delle fascette da elettricista Quatrosi e lo avevano chiuso in camera da letto con la moglie e il suocero, poi avevano picchiato e sequestrato l’anziana sperando di poter accedere ai locali sottostante della gioelleria. Quando capirono che l’abitazione non era collegata dall’interno con l’attività commerciale i malviventi decisero di darsi alla fuga scappando proprio a bordo di una Mercedes e di un’Alfa 156

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Hide picture Privacy Policy