Operazione “Solo Andata”, 7 arresti e 7 ordini di custodia notificati in carcere

Erano diventati il punto di riferimento dei tossicodipendenti in cerca di cocaina e hashish in tre diverse piazze dello spaccio: quelle del quartiere Villaggio Santa Rosalia di Palermo, di Monreale e di Pioppo. I carabinieri della Compagnia di Monreale e Piazza Verdi, del Nucleo Radiomobile di Palermo hanno arrestato sette persone. Cinque sono finite in carcere: si tratta dei palermitani Ignazio Cottone e Salvatore Cottone rispettivamente di 31 e 53 anni, di Dario Accardi di 27 anni, del monrealese Carmelo Migliaccio di 24 anni, di Giuseppe Agnello, 20 anni, di Pioppo, quest’ultimo arrestato in flagranza di reato. Durante la perquisizione in casa sua i militari hanno trovato 6 dosi di hashish, nascoste in un televisore portatile da 5 pollici. Ai domiciliari, invece, Giuseppe Taormina, 21 anni, di San Cipirello e Gaspare Sorrentino, 37 anni, di Palermo. Le indagini dell’operazione denominata “Solo andata” sono coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal sostituto Diana Russo. Le misure cautelari, firmate dal Gip Agostino Gristina, si aggiungono alla sette che contestualmente i carabinieri del gruppo di Monreale e del Nucleo investigativo, guidati dal comandante Pierluigio Solazzo e dal maggiore Mauro Carrozzo, hanno notificato in carcere ai presunti vertici della mafia che regna su una grossa fetta della provincia palermitana. I destinatari della custodia cautelare sono: Salvatore Mulè, già reggente del mandamento di San Giuseppe Jato; Giuseppe Lo Voi, zio di Mulè e vice capo mandamento di San Giuseppe Jato; Francesco Vassallo, affiliato alla famiglia di Altofonte; Giuseppe Lombardo, già reggente della famiglia di Montelepre; Francesco Lo Cascio, affiliato alla famiglia di Camporeale; Giuseppe Libranti Lucido, affiliato alla famiglia di Monreale. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla coltivazione e al traffico di sostanze stupefacenti, nonché concorso nelle condotte illecite finalizzate alla produzione di canapa indiana. Tutti sono stati arrestati ad aprile scorso nell’ambito dell’operazione che mandò all’aria il progetto di creare di creare un supermandamento sotto l’egida di Antonino Sciortino, boss di Camporeale. Sul fronte del mercato dello spaccio sono stati i pedinamenti a smascherare i pusher. Ignazio e Salvatore Cottone, padre e figlio, assieme al nipote Dario Accardi, avrebbero organizzata un’impresa familiare a cui si rinvolgevano soprattutto studenti ed ex studenti universitari. La loro base operativa era a pochi passi dell’ateneo palermitano. Per rifornirsi delle sostanze stupefacenti arrivavano anche dalle province di Agrigento e Messina. I Cottone avevano pure una filiale a Monreale, dove operava per loro conto Carmelo Migliaccio, indicato come un grossista capace di soddisfare le continue richieste di merce dei palermitani. Nel corso dei controlli, da novembre 2011 a dicembre 2012, i militari hanno sequestrato 1,7 chili di hashish, 145 grammi di marijuana, 18 grammi di cocaina. Quasi quaranta i consumatori segnalati alla prefettura, molti dei quali fermati nei posti di blocco lungo lo scorrimento veloce Palermo-Sciacca.

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