Estorsione aggravata: prosegue il processo nei confronti di “Arcabascio”

Nuova udienza del processo ordinario che si celebra nella terza sezione penale del tribunale di Palermo, nei confronti, tra gli altri, del partinicese Alessandro Arcabascio, 40 anni, accusato di estorsione aggravata. L’uomo era finito in carcere il 30 novembre del 2010 nell’operazione denominata “The end” e successivamente, il 17 gennaio del 2011, è stato anche ritenuto coinvolto nell’indagine della Dia “Codice Rosso” che portò in carcere anche l’ormai defunto boss carinese Calogero Giovan Battista Passalacqua, Vito Failla, Giacomo e e Andrea Lo Duca. Secondo il pm Francesco Del Bene, il partinicese Alessandro Arcabascio avrebbe agito in stretto raccordo con Giovanni e Leonardo Vitale a cui, sarebbero andati i proventi del pizzo richiesto agli imprenditori del territorio. Stamani, in aula, ha deposto un dipendente dell’azienda di calcestruzzi dei fratelli Giacomo e Luigi Impastato di Montelepre che, nelle precedenti udienze, hanno personalmente raccontato per filo e per segno i particolari di una tentata estorsione di 10 mila euro, riferendo ai magistrati di avere avuto la richiesta di danaro da Leonardo Vitale, attraverso Alessandro Arcabascio. Episodio confermato dall’operaio chiamato oggi a testimoniare. Lo stesso avrebbe aggiunto di essere stato avvicinato da Arcabascio per far sapere ai suoi datori di lavoro che su tutto il cemento fornito nel partinicese, la ditta avrebbe dovuto corrispondere alla mafia locale, ai fardazza appunto, 2 euro a metro cubo. L’ennesima testimonianza, avvalora la tesi del Pm. Il processo è stato poi rinviato al prossimo 25 novembre, mentre la sentenza è attesa per metà febbraio.

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