Castellammare del Golfo, dissequestrati i lavori del porto

Era stato sequestrato il 26 maggio del 2010 nell’ambito di un inchiesta sul cemento depotenziato e materiale inerte non corrispondente ai parametri previsti dal capitolato di appalto e quindi per frode nelle pubbliche forniture. Tre anni e mezzo dopo, la Guardia di Finanza, stamani ha notificato il dissequestro del cantiere per i lavori di potenziamento delle opere marittime e la messa in sicurezza del porto di Castellammare del Golfo. All’epoca i sigilli avevano interessato l’intera struttura ed altre due aree: una nei pressi della spiaggia Playa di Castellammare del Golfo; l’altra in contrada Magazzinazzi ad Alcamo, allo scopo di accertare le caratteristiche qualitative della struttura finora realizzata, la sua solidita’ e la reale corrispondenza alle specifiche d’appalto. Mentre le imprese appaltanti e sub appaltanti coinvolte nel contratto di esecuzione dei lavori vennero passate a raggi x. Il 6 luglio dello stesso anno, la procura di Trapani dispose il parziale dissequestro del porto; i massi artificiali destinati a contenere il moto ondoso non conformi a quanto stabilito dal contratto di appalto, come pure la documentazione sequestrata dalle Fiamme gialle, rimasero sotto sigillo. Ma di fatto, nonostante il dissequestro, i lavori del primo stralcio ad ora non sono mai ripresi, mentre il progetto di completamento dell’opera, finanziata dall’assessorato regionale con circa 15 milioni di euro, andò in gara il 2 dicembre del 2010 all’Ufficio Regionale per l’Espletamento delle Gare di Appalto. Finalmente, come esclama il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola, i lavori possono ripartire

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