Ato Rifiuti Palermo 1. L’ultimatum: “entro il 5 dicembre i Comuni devono pagare”. I sindaci sottoscrivono atto di indirizzo per salvare i Temporary

Tavolo tecnico nella sede del dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, sul futuro dei lavoratori Temporary e del servizio dell’Ato Palermo 1. Concitata la riunione convocata dal direttore Marco Lupo e alla quale hanno partecipato gli internali che dal prossimo 5 dicembre verranno licenziati, il commissario straordinario e il liquidatore della servizi comunali integrati, rispettivamente Maurizio Norrito e Antonio Geraci, i sidnacati Cgil, Cisl e Uil e qualche amministratore locale. Gli assessori di Partinico, Giovanni Pantaleo e Diego Campione, il sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo, di Trappeto Giuseppe Vitale, di Torretta Salvo Gambino, di Giardinello Giovanni Geloso, un rappresentate incaricato dal comune di Isola delle Femmine e uno da Capaci. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto, il futuro occupazionale degli operai della Temporary resta incerto e il commissario Norrito è tornato a battere cassa, lanciando l’ultimatum ai Comuni che non hanno ottemperato all’accordo preso ad ottobre, ovvero quello di versare mensilmente le somme dovute alla società. Adesso entro il 5 dicembre, il commissario dell’Ato pretende i pagamenti perché non si può continuare ad accumulare altri debiti. I soldi servono oltre che per garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche per pagare gli stipendi dei dipendenti. Sulla testa dei 103 interinali della Temporary pesa la spada di Damocle, la rescissione dei contratti prevista per il prossimo 5 dicembre per mancanza di liquidità finanziaria. Inizialmente la società voleva restituire alla Temporary solo 54 unità ma l’agenzia ha respinto la proposta e le lettere di licenziamento sono state inviate a tutti. Adesso però, gli amministratori comunali che ieri hanno partecipato all’incontro, vogliono scongiurare di mandare a casa 103 lavoratori ed hanno sottoscritto un atto di indirizzo che impegna il commissario Norrito a revocare la rescissione dei contratti con gli interinali, alla luce anche della futura costituzione degli ARO che dovrebbe garantire i livelli occupazionali.

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