Ato Palermo 1. I comuni non pagano, operatori interinali verso il licenziamento

Resteranno a casa dal prossimo sei dicembre gli operai interinali che lavorano per l’Ato Palermo 1. La comunicazione è stata inoltrata dal commissario straordinario dell’ambito, Maurizio Norrito a Orazio Giordano, responsabile della Temporary, la società “che affitta” 103 lavoratori alla Servizi Comunali Integrati che gestisce la spazzatura in 12 comuni del palermitano. La motivazione è che non ci sono più soldi. “I sindaci – spiega Norrito, contattato telefonicamente – avevano sottoscritto un documento con il quale si impegnavano a versare le somme necessarie per garantire gli stipendi ai lavoratori temporary. Quell’impegno – dichiara il commissario – non è stato rispettato. Sono dispiaciuto per i dipendenti ma oggi non c’è nemmeno un euro nelle casse dell’Ato Rifiuti. I comuni nonostante le numerose sollecitazioni e diffide non hanno pagato.”
In una prima comunicazione inviata nei giorni scorsi, Norrito aveva annunciato la decisione di restituire 53 operai.
Ieri invece, è arrivata la richiesta di licenziamento per tutti i 103 lavoratori. “Se i sindaci pagheranno – continua Norrito – potrò revocare la disposizione, altrimenti la decisione è questa ”. Esasperati gli operai che lanciano l’ennesimo appello ai sindaci per risolvere la questione. Si dicono preoccupati del silenzio degli amministratori locali che si erano impegnati a salvare la loro occupazione. “Nonostante abbiamo ricevuto soltanto qualche settimana fa lo stipendio di settembre – dichiarano – abbiamo continuato a garantire il servizio, facendo anche straordinari non pagati. Senza il nostro lavoro – concludono – il servizio non può essere garantito ” Sulla vicenda interviene anche la Fit Cisl di Partinico che punta il dito contro i sindaci inadempienti: “chi non ha pagato si assuma la propria responsabilita” si legge in una nota. “Che fine ha fatto la riforma degli Ato? Dove sono i cosidetti Aro? Come sempre . continuano i sindacalisti – l’inefficienza politica fa la sua parte. La Fit Cisl annuncia infine azioni di protesta davanti i municipi con il coinvolgimento dell’opinione pubblica.

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