Ars, via libera in commissione al ddl acqua pubblica

L’assessore all’Energia, Nicolò Marino, è stato ascoltato ieri mattina in commissione Bilancio all’Assemblea regionale sulla vicenda del fallimento di Acque pubbliche siciliane. Dentro i deputati ascoltavano l’assessore, fuori i lavoratori protestavano. Duecentosei dipendenti della società che gestisce il servizio idrico per i 52 comuni della provincia di Palermo e che, dopo la dichiarazione di fallimento emessa dal tribunale di Palermo, rischiano di restare senza lavoro. In commissione, l’assessore ha consegnato la lettera inviata venerdì scorso all’Ato di Palermo e con cui chiedeva che l’incarico di gestione venisse temporaneamente preso proprio dall’Ato. Nel frattempo all’Ars il gruppo parlamentare Pid-Grande Sud ha presentato un’interrogazione al presidente Crocetta e a Marino “affinché si adottino interventi urgenti per evitare la cessazione del servizio idrico e si garantiscano i livelli occupazionali. L’assessore Marino ha annunciato che giovedì pomeriggio incontrerà i sindacati dei lavoratori. Intanto ieri sera, la quarta commissione Ambiente e Territorio dell’Ars ha approvato il disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua. “L’unico rammarico – spiega Giovanni Panepinto del Pd – è quello di aver escluso dall’esame della commissione, sia il ddl di iniziativa popolare che quello proposto dai consigli comunali. Il testo esitato oggi – continua Panepinto – prevede fra l’altro anche norme per l’adeguamento degli impianti di depurazione anche nei Comuni dove non c’è un gestore privato o dove gli impianti non sono stati consegnati. Tra gli articoli approvati quello quello sul quantitativo minimo pro capite di acqua gratuita di 50 litri al giorno, particolarmente a cuore ai deputati del Movimento 5 stelle “con il quale – afferma la deputata Valentina Palmeri – si afferma un principio di universalità del diritto all’acqua per ogni cittadino e si persegue il duplice obiettivo del risparmio idrico e del contrasto all’evasione. Introdotta anche “la tariffa unica regionale, che mette fine alla distinzione tra cittadini di serie A e di serie B, che prevedeva tariffe diverse nei vari comuni”. Il testo approvato in commissione passerà ora al vaglio dell’Ars.

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